Marco Mengoni è l’artista più impegnato della terra. Neanche Mick Jagger. Non ha un minuto per i fan, non ha un secondo per dichiarazioni ai giornalisti, cominciamo a dubitare anche che abbia qualche decimo per mingere.

Ospite al Salone dello studente di Milano il cantante si concede con il contagocce a un centinaio di ammiratori che lo aspettano con ansia dietro le transenne, soprattutto ragazze. Qualche autografo, due o tre foto scattate da lontano, evitando qualsiasi pericolosissimo contatto fisico e la super star viene trascinata via dal suo staff.

Se questa è una scelta ben ponderata e presumibilmente concepita dalla sua casa discografica, vorremmo giusto far notare a quest’ultima un paio di punti:

1. i cantanti che più hanno successo sono quelli che riescono a creare un rapporto diretto con i propri fan, vedi Laura Pausini, Emma Marrone, Alessandra Amoroso;

2. questo povero ragazzo ha due borse sotto gli occhi da fare invidia a Mary Poppins, lasciatelo dormire un po’ di più, ma soprattutto fateli vivere i suoi vent’anni senza pensare solo al lavoro.

3. Mengoni è bravissimo, ma se continua a concepire la sua attività artistica solo come un lavoro e non più come una passione come traspare dalle sue parole perderà la sua capacità di trasmettere emozioni.

Parola di fan.