Marco Carta non ha fatto in tempo a tornare dall’Honduras, dove l’abbiamo visto in versione naufrago dell’Isola dei Famosi, che già lo ritroviamo in pista con un progetto che gli sta particolarmente a cuore. Di cosa si tratta? Del suo nuovo album, intitolato Come il mondo, che arriva dopo quattro anni da Necessità lunatica (e quasi due dall’Ep Merry Christmas).

Marco ce ne parla a Milano, nella sede della sua casa discografica (la Warner) che lui considera un po’ la sua seconda casa. “In questi ultimi anni le persone mi fermavano per strada e mi chiedevano come mai non mi vedevano più in televisione, quindi ho visto la partecipazione all’Isola come un modo per recuperare” – racconta il cantante – “Prima quando sentivo gli ex concorrenti dire che questa esperienza li aveva cambiati pensavo esagerassero, invece è tutto vero. Lì a metterti alla prova non è tanto la fame, ma il faccia a faccia con se stessi: io, per esempio, mi sono reso conto che alla fine non sono così indipendente come credevo e che non posso davvero stare troppo lontano dai miei cari. È per quello che d’ora in poi non sprecherà più tempo e, quando avrò due giorni liberi, volerò subito da loro. L’isola mi ha anche reso più forte, senza parlare del fatto che mi ha messo davanti a una realtà, quella dall’Honduras, molto dura: la gente vive nella povertà assoluta ma non perde il suo sorriso. Ho deciso che mi impegnerò in prima persona per aiutarli con qualche missione umanitaria e comunque una cosa è certa: tutto questo mix di sensazioni che ho provato e che sto ancora elaborando finiranno nelle mie prossime canzoni”.

Intanto ci godiamo Come il mondo, un bell’insieme di pensieri, riflessioni ed emozioni: “È un album profondo, che parla al mondo invitando tutti a vedere le cose positive che ci sono e non solo quelle negative. Una punto che credo sia fondamentale, soprattutto in un momento storico come questo”.

Primo singolo estratto (già in cima alle classifiche) è Non so più amare (scritta da Claudio Zagarini), che Marco ama perché è un “bluff pazzesco”: “Mi è piaciuta subito perché si muove tra coerenza e incoerenza, è un pezoz malizioso e con tanta passione, che mi somiglia. L’avrei potuta benissimo scrivere io”.

A proposito del fatto che lui sia più interprete che autore, ci dice: “Ci sono pezzi scritti a quattro mani e non è detto che per il prossimo album mi muova di più da solo, ma io mi considero soprattutto un interprete. E non è facile esserlo, perché devi entrare in emozioni di altri cercando di renderle tue: è come un attore che si deve calare in un personaggio”.

A chi gli chiede se è riuscito a liberarsi dal pregiudizio di essere “un cantante uscito da Amici” risponde: “Non ancora, ma come io credo che non ci si debba arrendere mai. Poi il fatto di rimanere se stessi e di non fingersi qualcuno che non si è credo che alla fine paghi. Una donna speciale con cui condiviso l’esperienza dell’Isola e che ora è diventata mia grande amica mi dice sempre: punta alle stelle e arriverai alla luna. Purtroppo viviamo in una società dove si pensa troppo alle apparenze e alle convenienze, ma io non ci sono. Per esempio io tifo per Francesca Michielin per gli Eurovision Song Contest (anche via Twitter), ma non è detto che se partecipassi io altri lo farebbero per me”.