La pena è sospesa, certo, ma la condanna a un anno e mezzo di reclusione dovrà sicuramente pesare molto per il cantautore Alessandro Mannarino, che deve accettare la condanna per la sua partecipazione alla rissa svoltasi sul lungomare di Ostia a luglio del 2014.

A emettere la sentenza, riguardante i reati di rissa e resistenza a pubblico ufficiale, il giudice monocratico Clementina Forleo; al contrario il fratello di Mannarino, Paolo, è stato invece trovato innocente rispetto a quest’ultima accusa, mentre gli è stata imposta una multa di 300 euro per rissa.

Respinta dunque la richiesta di assoluzione avanzata dal pm durante la precedente sessione. L’ascolto della testimonianza di altre due persone ha portato così all’accoglimento delle istanze dell’accusa, che aveva chiesto la condanna della coppia. La terza persona che aveva partecipato alla colluttazione, ovviamente dalla parte opposta, ha subito il medesimo procedimento, per quanto l’importo – 200 euro – sia leggermente minore.

Stando ai resoconti dei testimoni dell’epoca i due fratelli Paolo e Alessandro si sarebbero battuti con un gruppo di giovani dopo i commenti pesanti rivolti alla sorella; l’incidente è avvenuto durante una festa che si stava svolgendo in un locale di Ostia.

Alessandro Mannarino non ha voluto commentare su Facebook, ma ai tempi aveva scritto un lungo resoconto dell’accaduto per dare la propria versione dei fatti. Nel post raccontava di essere “caduto nel terrore, preso dall’ansia e dall’agitazione per le condizioni di salute di mio fratello e della mia fidanzata” e aveva ammesso di non essersi reso conto di doversi “fidare dell’operato della Polizia”, opponendo così resistenza, “anche con frasi dettate esclusivamente dall’esagitazione del momento”.