In amore vince chi non tradisce. O no? La domanda è amletica e il buon Angelo Longoni, regista di Maldamore, non fa altro che complicarci le idee! La sua nuova commedia racconta, infatti, le mille sfaccettature della vita di coppia, tra bugie, parole non dette e ironiche coincidenze (o presunte tali).

Matrimoni, tradimenti, ripicche, compromessi, vendette sono gli ingredienti di questa storia che vede protagonisti Ambra, moglie nevrotica di Luca Zingaretti, traditore seriale e impenitente, mentre Luisa Ranieri confessa un breve tradimento al marito Alessio Boni, che continua invece le sue storie parallele.

E’ una commedia che parla al presente e prende spunto da quella che è la realtà: oggi come oggi credo che il problema, non solo di coppia, ma un po’ di tutti quanti, è che ci si parla poco: magari si chatta di più ma si parla poco” dichiara il regista.

Per Zingaretti, invece, il suo cinquantenne traditore assomiglia a molti uomini italiani:”E’ il tipico maschio italiano, uomo di oggi, insicuro, perché il mondo gli è cambiato sotto gli occhi con una rapidità estrema, che ha perso il suo ruolo, ha perso le sue prerogative, i suoi vantaggi, e deve fare i conti con una realtà nuova a cui non sa come reagire“.

Per Ambra la tematica del film mostra la normalità del tradimento e sdogana gli amanti: “La cosa che mi diverte è che finalmente Angelo li fa vivere in una condizione umanamente accettabile e dignitosa: non rinchiusi negli armadi o sotto i letti o dentro gli elettrodomestici, supera quel perbenismo per cui la nostra reazione di fronte a dei tradimenti è sempre ‘ah, no!’: in realtà il mondo è pieno, dalla politica alle cronache“.

Luisa Ranieri, moglie di Zingaretti nella vita reale, condivide invece la teoria del 2% teorizzata dal suo personaggio: “Il 2% è il minimo sindacabile che un essere umano deve tenere per sé e non annullare nella coppia, e che è quello che poi rende l’altro interessante: uno sguardo fuori dalla coppia, con delle fantasie, dei piccoli spazi segreti, che rendono anche l’altro misterioso“.