La project band italiana Maela, rilascia, il suo primo album di inediti dal titolo “In Blu”, disponibile da questa settimana in esclusiva su iTunes. I Maela nascono come ensable dalla volontà artistica di Max Cavallaro leader, cantante e principale autore del progetto musicale intorno al quale sono ruotati a turno diversi ottimi musicisti. Nel 2012, approdano nel mondo delle etichette indi e In Blu è la raccolta di vita on the road di questi ultimi anni. Nel 2013 il primo singolo ufficiale Il Cielo Sopra noi fa subito il botto, premio Giovani Eemergenti AFI a Casa Sanremo e primo premio nel contest nazionale laFeltrinelli non contando gli ottimi passaggi su radio importanti. L’album (CLICCA QUI PER ASCOLARE LE ANTEPRIME DEI BRANI E SCARICARE L’ALBUMcontiene invece dodici tracce e oltre al brano già citato sono presenti altri singoli come Alba e Nell’Universo (quest’ultima sarà on air durante l’imminente estate), ma sopratutto la devastante Tutto Ok? che vede duettare Max con il famoso rapper Thema, già nei Gemelli Diversi mai sentito così “heavy!”. Abbiamo incontrato Max Cavallaro proprio alla vigilia dell’uscita discografica di questo attesissimo debut album.

Quali le sensazioni per la pubblicazione di questa raccolta di canzoni?

Penso di dire una cosa che accumuna tutti i musicisti che hanno fatto parte del progetto Maela: la fine di una madelizione! I rockers sono dei maledetti in fondo no? ”.

Quale sortilegio vi avrebbe colpito?

Questo disco ha avuto una serie di impedimenti tecnici e burocratici mai visti tutti insieme. Continuava a slittare l’uscita per una serie di sfighe incredibili!”.

Bhè dall’ascolto in anteprima sembra che In Blu sia un disco maledettamente potente però!

E che non smetto mai di riascoltare, non è autocompiacimento ma è proprio il fatto che d’entro ci abbiamo messo tutto quello che ci piace del rock: energia passione, verità e tante chitarre! Avviso sosteniamo tutta la musica andando ai concerti degli artisti che fanno musica propria, soprattutto di quelli emergenti, e gli stessi musicisti vadano a sostenere gli altri e non solo sui social. Poi scarichiamo solo legalmente, altrimenti muore tutto”.

Salvo eccezioni il rock pare abbia ceduto al mondo rap la propria forma di protesta ma invece il vostro album parla di guerra, di abusi, di fame nel mondo, di tutela per gli indifesi, di morte e di dipendenze, ma anche di amore, speranza e voglia di riscatto!”.

Wow, avete detto tutto voi, questo disco è anche in realtà un viaggio in ognuno di noi, sino al cuore dell’anima, il blu del nostro infinito”.

Sembra un disco post grunge ma ancora più moderno, che all’interno ha pezzi dall’alto tasso innotico perfetti per i cori da stadio… Sarai stato per questo aspetto influenzato dai trascorsi da cronista sportivo?

Bella questa. E’stato difficile abbattere le barriere su questo punto invece, quando ti presenti alle case discografiche, per alcune di esse se fai il giornalista non puoi saper far musica. Anche famosi artisti inizialmente prima di ascoltarci avevano storto un po’ il naso. Si sono ricreduti. Questa cosa del giornalista è stata più un problema che un aiuto e la fatica è stata doppia ma anche la rivincita più gustosa alla fine. Io nasco come artista però, la professione del reporter è arrivata dopo anche se da giovanissimo”.

A chi dovete dire grazie allora?

Tanti. Per esempio Mario Riso dei Rezophonic, nostro mentore, Davide Mozzanica e tutto lo staff lombardo del suo Rock N’Roll club, i primi sono stati loro a trasmetterci sulla web radio che porta il loro marchio, poi Domenico Latino il discografico che alla fine ha messo tutto nero su bianco, Daniel Marcoccia ex direttore di Rock Sound ora a Rock Now che agli inizi ci sostenne come non mai, e Thema dei Gemelli Diversi, con cui abbiamo scritto e cantato un brano in questo disco. Ultimo ma non ultimo Vinn Camporeale, un producer del suono super! Ragazzi ricordate: il rock non muore!”. Lunga vita ai Maela dunque.

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