Nonostante il nome possa far venire in mente figure sacre, sembra proprio che Madonna non sia riuscita a conquistarsi le simpatie del clero filippino.

La Chiesa Cattolica locale, nella persone dell’arcivescovo Ramon Arguelles, ha infatti chiesto a tutti i fedeli filippini di boicottare i due concerti del Rebel Heart Tour che si tengono il 24 e il 25 febbraio presso il Mall of Asia Arena di Manila.

In realtà il primo degli show è già stato archiviato – non dimentichiamoci del fuso orario – e quasi a mò di scherno verso l’invettiva dei vescovi il concerto è andato sold out: tantissimi infatti gli spettatori che hanno potuto godere della versione live di nuovi brani come Iconic, B*tch, I’m Madonna, Body Shop e Living for Love ma anche vecchi classici quali Burning Up, Vogue, Deeper and Deeper Like a Virgin, La Isla Bonita e Take a Bow.

Non che sia incomprensibile lo scalpore suscitato dall’ex Material Girl, visto che il suo stile di vita e il suo abbigliamento sono stati descritti come seducenti e volgari allo stesso tempo.

Perché le cattoliche Filippine devono essere il luogo d’elezione per la blasfemia contro Dio e Maria?”, si è chiesto con furore l’arcivescovo, che ha poi proseguito affermando che “non è neanche il suo vero nome, lo sta solo usando per prendere in giro la Madre di Dio”.

Ma a non andare già all’uomo di chiesa sarebbe anche la colonizzazione ideologica occidentale portata all’Asia, come ha eloquentemente espresso in un messaggio. Lo stesso posto scelto per il concerto sarebbe una provocazione, in quanto teatro l’anno scorso dell’incontro di Papa Francesco con le famiglie filippine.

Madonna, che durante la sua permanenza si è concessa una visita all’orfanotrofio San Jose di Manila, in ogni caso non l’unica a essere stata contestata dalle gerarchie cattoliche: nel 2012 anche un concerto di Lady Gaga, ugualmente sold out, aveva ricevuto un trattamento simili. Con risultati altrettanto incisivi.