Marianna Madia mangia un gelato a bordo della sua auto, mentre è in compagnia del marito. I fotografi del settimanale Chi, diretto da Alfonso Signorini, le scattano alcune foto che poi appaiono successivamente in un servizio dal titolo “Ci sa fare col gelato“. Da questa semplice premessa si è scatenato tutto il putiferio che da ore ormai sta tenendo banco sui social. Eh sì, perché la maggior parte di coloro che hanno visto il servizio, oltre a non aver capito di che notizia si tratti e se di notizia possa parlarsi (la Ministra che mangia un gelato, ok…), stanno accusando Signorini e il suo giornale di aver unito foto e titolo per fare dell’ironia gratuita e sessista ai danni della Madia stessa.

La faccenda non è passata inosservata neppure all’ordine dei giornalisti della Lombardia, che avrebbe aperto un provvedimento disciplinare nei confronti di Signorini – per la palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale – mentre l’ordine del Lazio si sarebbe limitato ad una censura per sessismo.

E Signorini? Come ha risposto alle accuse che gli sono state mosse contro? Se qualcuno ha pensato che foto e titolo si riferissero al gelato che Renzi mangiò qualche tempo fa per rispondere alle provocazioni dell’Economist, tutti gli altri hanno visto nel servizio un’allusione sessuale piuttosto evidente. Ma Signorini non la vede così e dichiara: “Chi oggi s’indigna per il titolo che ho fatto alle foto della Madia che mangia il cono gelato ha marciato per anni sul calippo della Pascale” (riferendosi alle immagini che circolano spesso su una giovane Francesca Pascale, alle prese con un calippo, mentre balla in un video di Tele Cafone).

Qualcuno vi ha visto delle allusioni sessuali? Bene, sempre secondo Signorini “la malizia sta negli occhi di chi guarda e non di chi la fa” e per quanto riguarda le accuse di sessismo, il direttore di Chi si difende dichiarando che: “Accusare me di sessismo o di persecuzione a sfondo sessuale è assurdo“. Signorini si lamenta anche per il fatto che vengano usati due pesi e due misure, riferendosi ovviamente alla contrapposizione Pascale/calippo e Madia/cono gelato.


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