Era uno dei titoli più attesi di questa stagione cinematografica, e a quanto pare Mad Max Fury Road non ha deluso le aspettative dei critici.
In seguito alla premiere americana del film di George Miller, il creatore originale della saga qui a una sorta di atipico remake, sono comparse online le prime recensioni dei critici, praticamente tutte entusiaste e pregne di lodi per questo action movie spettacolare.

Peter Bradshaw del The Guardian descrive il film come “Grand Theft Auto rinnovato da Hieronymus Bosch, con un pizzico di Dal tramonto all’alba di Roberto Rodriguez”.

A colpire il recensore è la follia generale della pellicola che non conosce requie e che non comprende solo, come era lecito aspettarsi, gli antagonisti, ma anche gli stessi protagonisti: “Mad Max Fury Road è quasi un film muto, a suo modo. I dialoghi sono tenuti al minimo e quando Max dice qualcosa è preceduto di solito da un mormorio eccentrico, come se fosse un Mr Bean in versione macho.”

Richard Lawson di Vanity Fair è piuttosto esplicito: “Fury Road potrebbe essere la cosa migliore che vedrete questa estate”. Il critico parla di un film fresco, nonostante sia ambientato in un deserto post-apocalittico. Nulla di profondo, “ma è uno di quei rari film dal budget enorme che è sia pesante che giocoso, oscuro e divertente, una rivoltante orgia di sabbia e fuoco che piroetta con grazia da balletto. Sorprendentemente ben coreografato e insospettabilmente agile nonostante la sua struttura di ossa e metallo pesante.”

L’altra sorpresa è rappresentata dal sottotesto del film: “Nel suo sviluppo diventa un inaspettato racconto femminista: Miller intesse una storia di donne che reclamano la propria libertà da un sistema oppressivo che da tempo ha negato loro ogni sorta di autonomia.”

Todd McCarthy di Hollywood Reporter ammette la somiglianza tra Fury Road e i film precedenti, ma vede la superiorità di quest’ultima opera grazie alla cura dei dettagli: “il makeup in stile tribale, sempre inventivi veicoli e armamenti, i vestiti e gli accessori folli, le location arse dal sole, una società ugualmente senza leggi ma più consolidate di quelle viste in passato”.

Da apprezzare anche l’interpretazione di Tom Hardy, che si conferma un rimpiazzo di Mel Gibson talmente ideale da rendere impossibile immaginare che altri avrebbero potuto prendere il suo posto.