Ha fatto impazzire l’abbottonata stampa del Festival di Cannes, ha conquistato il botteghino di Stati Uniti e Italia (per quanto i risultati siano meno eclatanti di quanto previsto), sta ricevendo riconoscimenti critici praticamente unanimi: a Mad Max Fury Road manca solo una cosa, e questo qualcosa è un sequel, ma il regista George Miller ha già anticipato tutti.

Il cineasta ha infatti annunciato di avere già due seguiti pronti, almeno a livello di sceneggiatura, anche se non è ancora arrivato alla fase di storyboarding (un passaggio molto importante, vista la concitazione del film nelle sale). D’altro canto, dopo 30 anni di attesa da Oltre la sfera del tuono, lasciargli godersi il meritato successo è obbligatorio.

Scherzi a parte, Miller ha confermato di aver già trovato un titolo per il primo di questi due sequel, ovvero Mad Max: The Wasteland (la terra desolata, un nome più che appropriato al mondo post-apocalittico ricoperto dal deserto che ha da sempre fatto da sfondo alle folli avventure di Max Rockatansky.

Come già noto (ha firmato un contratto per tre pellicole) di sicuro nel prossimo film ritroveremo Tom Hardy nei panni del protagonista, e questa volta, forse, l’attore avrà davvero il ruolo principale. In molti commentatori hanno infatti notato come in Fury Road la scena sia costantemente rubata dall’Imperatrice Furiosa di Charlize Theron, il cui ritorno però non è stato confermato.

Miller ha però rassicurato i propri fan: per il sequel della saga di Mad Max non aspetterà altri 30 anni, anche se le circostanze che hanno rallentato la produzione sono state tante, come ha ricordato durante una conferenza stampa.

Prima l’attentato dell’11 settembre ridusse il potere d’acquisto del dollaro e i costi delle assicurazioni necessarie sono lievitati esponenzialmente. Poi Mel Gibson si rese protagonista di uno scandalo dopo l’altro (le accuse di antisemitismo, le percosse alla ex moglie), e quindi il ruolo di Max dovette essere affidato a un altro.

Venne così trovato il talentuoso Heath Ledger, che Miller descrive in possesso di “quella mascolinità, carisma, energia infaticabile che serve per interpretare un personaggio relativamente tranquillo”. La fine di Ledger è tristemente nota, e solo Tom Hardy nel corso del tempo è riuscito a infondere al regista la stessa vibrazione positiva.