Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane Mad Max Fury Road, e per una volta i cinefili di casa nostra non dovranno aspettare pazientemente ciò che viene presentato in pompa magna al Festival di Cannes che ha preso il via oggi.

Proprio dalla kermesse francese sono infatti arrivate reazioni di estremo gradimento per la pellicola, la quale, nonostante si tratti del primo giorno del Festival, rappresenta una decisa sterzata rispetto al cinema autoriale, di solito ben poco lieve, proposto in queste occasione. Applausi a scena aperta, anche durante la proiezione, hanno dunque accompagnato l’anteprima stampa di questa mattina.

Ma cosa c’è da sapere su Mad Max Fury Road, ormai definitivamente consacrato come uno dei titoli fondamentali da vedere in questa stagione cinematografica?

1 – Dietro la macchina da presa c’è ancora George Miller, il regista che lanciò Mel Gibson grazie al primo capitolo, risalente al lontano 1979. Ci furono poi due seguiti, in Italia intitolati Interceptor – Il guerriero della strada (1981) e Mad Max – Oltre la sfera del tuono (1985), anche se questo parzialmente disconosciuto dal regista. I trent’anni passati dall’ultimo capitolo si sono fatti sentire, e l’attore australiano è stato opportunamente sostituito da Tom Hardy.

2 – Il film infatti non segue davvero le vicende dei capitoli precedenti, configurandosi così come una specie di remake, o meglio di reboot della saga, dato che Hardy ha firmato un contratto per tre pellicole.
A unire l’opera però ci sono diversi elementi: l’attore Hugh Keays-Byrne, che nel primo capitolo era responsabile dell’uccisione della famiglia di Max, rendendolo folle di rabbia, come da titolo, e che ora interpreta Immortan Joe, micidiale capobanda di una tribù mostruosa; lo scenario post-apocalittico, fatto di motori rombanti, macchina corazzate e il ritorno a una sorta di primitivismo post-industriale; e infine l’ambientazione desertica, che ben si sposa con il tema della scarsità di risorse naturali che attraversa il film.

3 – Proprio la location in cui si svolge l’azione è stata tra le cause dei gravi ritardi nella lavorazione. Il film infatti è stato nel famigerato development hell molto a lungo. Miller era pronto a girare in Australia nel 2001, ma l’attacco dell’11 settembre causò un grave ritardo. Mel Gibson, ancora in carica come protagonista, abbandonò il progetto. Nel 2003, forte di un budget di 100 milioni di dollari, la produzione era stata spostata in Namibia, ma la guerra in Iraq e le restrizioni ai voli causarono un altro arresto. Nel 2011, tornati all’ipotesi australiana, la produzione dovette ripiegare ancora una volta sulla Namibia, a causa di forti piogge che avevano fatto fiorire il deserto del Nuovo Galles del Sud.

4 – Agli attori è stata richiesta una dura preparazione, dato che Hardy, Charlize Theron, Nicholaus Hoult non hanno fatto uso di controfigure nelle scene di guida e sono davvero al volante dei veicoli. La bellissima Charlize, tra l’altro, ha rinunciato non solo alla capigliatura, apparendo infatti con un cranio completamente rasato, ma nella pellicola appare anche priva di un avambraccio (qui ovviamente gli effetti digitali sono serviti).

5 – Mad Max Fury Road è un unico inseguimento lungo quasi due ore, se si eccettua il necessario prologo e un momento di pausa. Il regista sin dalla prima idea ha cercato di portare avanti questa concezione della pellicola, aggiornando quello che era stato lo spirito dei film precedenti alla spettacolarità del cinema contemporaneo: “Penso ai film d’azione come a una sorta di musica visuale, e Fury Road è qualcosa tra un concerto rock estremo e un’opera. Voglio trascinare via gli spettatori dalle loro poltrone e coinvolgerli in un viaggio intenso e turbolento” .