Ha aperto i battenti MACROMANARA, la mostra personale sulle opere di Milo Manara, che colorerà le sale della sezione Pelanda del Museo di Arte Contemporanea MACRO fino al 9 luglio. Siamo a Testaccio, quartiere storico di Roma adagiato sul lungotevere, dove il polo museale nato dalle mura di un ex-mattatoio in mattoni ospita ben 97 opere originali del maestro del fumetto erotico e non. Il punto di partenza sta tutto nel sottotitolo della mostra: Tutto ricominciò con un’estate romana. Dalla Cinecittà di Federico Fellini fino ai Borgia e Caravaggio molte illustrazioni raccontano la città eterna in un viaggio fra i tratti morbidi dell’artista e le sue visioni eteree.

Durante la conferenza per presentare l’evento il maestro ha ricordato molti aneddoti su Roma e il regista riminese, ma soprattutto ha spiegato le ispirazioni a lui dovute. “Nelle nostre passeggiate tra i ruderi romani Fellini mi faceva notare quanto fossero organici. I mattoni arrotondati dal tempo davano immagini di schiene, arti, animali addormentati. Si ha l’impressione che col cambiare della luce possano anche muoversi”. Quel sottotitolo romano riprende l’opera che l’autore condivise con Hugo Pratt, Tutto cominciò con un’estate indiana, del quale sono presenti alcune tavole. Il continuum con Roma si fa incipit per un percorso snodato tra sogni erotici, star del cinema come Mastroianni, Bardot, i Villaggio e Benigni della Voce della Luna. Restando sempre collegati alla storia culturale del paese si arriva alle opere più recenti per copertine commissionate da Francia e Stati Uniti. Anche se certe sfide hanno segnato un limite per Manara. “Sono un impavido. Disegno qualsiasi cosa senza remore”. Ha confessato sorridendo sotto i baffi. “Ma ho posto un solo rifiuto in tutta la vita, quando mi hanno richiesto un amplesso tra Leonardo Da Vinci e Cesare Borgia. Io non me la son sentita: non sono riuscito a immaginare la scena di Leonardo giovane”. E poi in poche parole ha sintetizzato l’anima dell’erotismo scostandosi contemporaneamente da ogni pregiudizio. “Niente che io abbia contro gli omosessuali, ma se devo essere io a disegnare, preferisco ritrarre il prima e il dopo, ma non il durante”.

Tra le opere più pop ci sono i ritratti di attuali star di Hollywood come Elle Fanning e Margot Robbins, ma anche di super eroine dei fumetti Marvel, come Gamora dei Guardiani della Galassia e Wasp, compagna di Ant-Man nei fumetti che vedremo prossimamente anche al cinema. “Tra il cambiamento dell’immagine della donna e le copertine delle supereroine un legame c’è”. Ha spiegato riflettendo sui canoni di bellezza e sulle sue personali incursioni nel mondo dei supereroi. Illustratore di sensualità e maestro di fascinazione estetica, ha dimostrato giocosa generosità con i giornalisti che lo attorniavano fino allo stremo concedendosi con ironia. “Vedo che nel corso degli anni la figura femminile è diventata sempre più androgina. Anzi atletica. Il modello proposto è sempre meno quello della maggiorata anni ’60. Le donne sono più atletiche, scattanti, più pronte e inserite nei dinamismi della vita e della società. Quindi le supereroine rappresentano dei modelli in questo senso”.

Sponsorizzata dal CLES, Centro di Ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo, all’interno dell’ARF! Festival di storie, segni e disegni in corso nel polo museale romano, MACROMANARA è patrocinata anche dal comune della città. È stato questo il modo interessante di personalizzare una tiratura limitata di biglietti per i mezzi pubblici ATAC con opere di Gustav Klimt e Alfons Mucha ridisegnate da Manara nel suo stile. 25.000 biglietti a tempo integrato come stampe tascabili di opere d’arte. Con il solito prezzo di 1,5 euro per 90 minuti di mezzi pubblici, i romani per una volta  potranno essere sicuri di mettere in tasca qualcosa che è stato fatto veramente ad arte.