Arriva il 5 gennaio al cinema la nuova versione cinematografica del Macbeth con Justin Kurzel, già presentata in anteprima mondiale al Festival di Cannes (da cui purtroppo è uscita a mani vuote).

Il regista australiano si inserisce nella scia di grandi cineasti che si sono confrontati con il testo di William Shakespeare, una delle tragedie storiche più oscure, sanguinarie e misteriose dell’intero corpus: prima di lui infatti si erano cimentati nomi importanti come Orson Welles, Bela Tarr e Roman Polanski.

Kurzel è dunque qui al suo secondo film, dopo quello The Snowtown Murders del 2011 che l’ha imposto all’attenzione della critica per il modo in cui raccontava in modo inedito la storia vera di una serie di omicidi nell’outback australiano. A destare scalpore era però anche la ferocia della messa in scena, una caratteristica che, adeguatamente estetizzata, sembra ritrovarsi anche nel suo Macbeth.

A vestire i panni dei due protagonisti, il re e la regina dalle mani lorde di sangue e divorati dalla brama di potere, troviamo due degli attori più talentuosi della loro generazione: stiamo parlando dei premi Oscar Michael Fassbender e di Marion Cotillard.

Il primo in particolar modo è conosciuto per le sue performance molto fisiche, basti pensare a film come Centurion e Valhalla Rising, ma anche ai due lavori con il cineasta Steve McQueen, Hunger e Shame, ma anche l’attrice francese si è mossa in mostra con l’intensa interpretazione in Due giorni, una notte.

E i due in effetti hanno dovuto sopportare le intemperie climatiche e difficoltà di ogni tipo sul set di Macbeth, pellicola che è stata girata proprio nelle location scozzesi in cui si suppone sia ambientata la storia raccontata da Shakespeare.

Scarsa visibilità, fango ovunque, freddo, gelo, nevicate continue: tutti elementi che Fassbender, in un’intervista al Telegraph, ha definito “limitanti” ma in modo positivo: “L’innovazione viene dalle limitazioni. Mentre in un grande film puoi avere tutte le opzioni a disposizione, in uno piccolo anche semplicemente arrivare alla fine è un’impresa. Amo la velocità con cui bisogna lavorare – la pressione di fare bene una scena in un solo take o non farla affatto”.

Il terzetto è destinato a incontrarsi nuovamente su un nuovo set dopo Macbeth, in quanto il progetto di una trasposizione del videogame Assassin’s Creed, fortemente voluto dall’attore, è divenuto realtà ed è stato affidato proprio a Kurzel, mentre una parte femminile ancora ignota è andata alla Cotillard.