Si sente “tradito” dagli amici e storici collaboratori di Lucio Dalla che, insieme agli eredi del cantautore bolognese scomparso lo scorso anno gli hanno “tolto tutto”.

A parlare è Marco Alemanno, compagno dell’artista per otto anni, che confessa, alla rivista “Oggi”, di essere molto amareggiato (foto by InfoPhoto).

Sulle questioni ereditarie commenta: “I parenti mi hanno tolto tutto, ma io resto più ricco di loro”.

“L’enorme dolore provato dopo la sua improvvisa scomparsa purtroppo è stato gravato anche da orribili questioni umane, prima ancora che legali, a causa di incomprensioni tra me e gli eredi di Lucio, degli estranei entrati in casa di altri per decidere su tutto, dai soldi al patrimonio artistico, escludendo chi c’era prima e contava davvero qualcosa per lui. Non ho intrapreso nessuna azione legale nei confronti dei parenti di Lucio, con i quali non ho nessun rapporto”, spiega. Alemanno vive ancora a Bologna, ma non più nella casa di Dalla, dividendosi tra teatro e mostre fotografiche.

“Ho scelto di rinunciare a combattere per difendere ciò che era mio – prosegue – e che i signori eredi non riconoscevano tale. Niente mi avrebbe ridato Lucio, né i quadri, né le statue, né i soldi. Oggi non c’è dubbio che, comunque, sono molto più ricco io di loro: ho avuto e avrò sempre dentro di me Lucio, i nostri ricordi, la nostra vita. A loro resta solo il denaro. Ancora più doloroso poi è stato il ‘tradimento’ di storici collaboratori e amici, o presunti tali, che per convenienza hanno preferito stare dalla parte degli eredi. Una seconda, terza, quarta morte per lui”.

Voi cosa ne pensate?