Il primo marzo di un anno fa moriva, alla vigilia dei 69 anni, Lucio Dalla, uno dei più importanti, influenti e innovativi cantautori italiani di sempre (guarda il video ricordo di SpyTwins.com). Una triste ricorrenza ad appena tre giorni di distanza da un’altra data sempre legata al grande cantautore ovvero il suo giorno di nascita, il 4 marzo.

A un anno dalla sua improvvisa scomparsa, Lucio Dalla (foto by InfoPhoto) è sempre nel cuore di tutti coloro che lo hanno amato, per il grande dono della musica e della poesia. Sarà ricordato a Bologna, lunedì sera, con un grande concerto (trasmesso in diretta da Rai Uno), al quale parteciperanno tutte le più belle voci della musica italiana (clicca qui per info e ospiti), Sky lo ricorderà con due serate omaggio e un inedito Jovanotti che in omaggio al grande amico scomparso canterà “L’anno che verrà”.

Autore inizialmente solo delle musiche si è riscoperto, in una fase matura, anche paroliere e autore dei suoi testi. Nell’arco della sua lunghissima carriera, che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha sempre suonato da tastierista, sassofonista e clarinettista, sua grande passione fin da giovanissimo.

Data la lunga carriera e la continua capacità di sperimentare e rinnovarsi, la musica di Lucio Dalla è sempre sfuggita a qualsiasi tipo di etichettatura o classificazione. La sua copiosa produzione artistica ha attraversato numerose fasi: dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore, arrivando a varcare i confini dell’Opera e della musica lirica.

Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri contenente “Lei (non è per me)”, tradotta da Paoli e Sergio Bardotti e “Ma questa sera” (quest’ultima, cover di Hey little girl di Curtis Mayfield), pubblicato dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP.

Il suo esordio al Cantagiro, fu letteralmente traumatico, infatti, durante le varie esibizioni itineranti, il giovane Dalla fu oggetto di lanci di ortaggi e derrate alimentari, lo stesso Gino Paoli, in un’intervista del 1979 ricorderà l’accaduto: “Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere”.

Per nulla intimorito dall’insuccesso, formò più avanti un proprio gruppo di accompagnamento con i musicisti bolognesi, Gli Idoli, con i quali incise il suo primo album, intitolato “1999”, pubblicato nel 1966.

Dalla partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo nel 1971 con 4/3/1943, che gli valse il terzo posto assoluto. Il brano, prima di essere ammesso alla manifestazione, conobbe gli strali della censura, essendo stato intitolato inizialmente “Gesubambino”. Il titolo, giudicato irrispettoso, considerando anche la storia narrata (quella di una ragazza madre, che ha un figlio da un ignoto soldato alleato), fu cambiato prendendo come spunto la data di nascita di Dalla, pur non essendo una canzone autobiografica.

E da qui ebbe inizio il suo percorso musicale, che ha regalato ai suoi fan e all’Italia intera album come: “Storie di casa mia”(1971), “com’è profondo il mare”(1977), “Banana Republic”(1979), “Amen”(1992), “Ciao”(1999), “Caro amico ti scrivo”(2002), “Lucio”(2003) e tantissimi altri. E brani del calibro di: “Caruso”, “Caro amico ti scrivo”, “Canzone”, “Piazza grande”, “Telefonami tra vent’anni”, “Ciao”, “L’anno che verrà”, “Attenti al lupo” e tantissime altre, troppe.

“Compagno forse è riduttivo, potevamo essere maestro e allievo, padre e figlio, amici, fratelli, amanti”, ha raccontato Marco Alemanno, che ha scritto “Dalla luce alla notte”, un ritratto intimo e veritiero degli ultimi quindici anni di Lucio Dalla, un romanzo di Bompiani uscito ieri.

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