Si è appena conclusa la puntata di Lucignolo 2.0, ricca di servizi che spaziavano in diversi ambiti. Una delle storie più choc è stata quella di Antonio un ragazzo di Napoli costretto a vivere con una maschera di silicone perché, quando aveva 17 anni, subì terribili ustioni a mani e volto in un incidente sul lavoro, in seguito al quale dovette affrontare oltre 50 interventi chirurgici.

Antonio era un ragazzo bellissimo ma durante una giornata di lavoro, riparava autocisterne, si è bruciato il corpo per l’85%.

Vive sempre con una maschera in silicone che gli protegge il viso e mantiene la pelle dello stesso morbida. Questa maschera, il più delle volte, però diventa un problema in quanto ci sono episodi in cui viene deriso:

“Il dolore è arrivato anche dopo. C’è molta disperazione. Una volta in un ristorante mi hanno fatto uscire. Il dolore più grande è che non posso fare quello che fanno i miei coetanei. Sono sette anni che sono chiuso in casa. Non posso prendere il sole, vivo sette mesi all’anno dentro la mia abitazione”

Antonio è fidanzato con la ragazza che ha sempre avuto da prima dell’incidente e sogna una famiglia:

“Il mio sogno, in un futuro, è di poter portare i miei figli al mare. Quello che i medici non capiscono è cosa vuol dire combattere tutti i giorni”

Ma il problema più grave che è emerso è quello per le cure del viso e del corpo Antonio ha necessità di acquistare creme che costano anche 400 euro. Creme che in questo momento l’Inail non gli rimborsa in quanto ritenute cure estetiche e quindi non inserite nel programma di risarcimento per i danni subiti sul lavoro.

Se non hai ancora visto l’intervista di Antonio a Lucignolo ecco il video.