Lucignolo 2.0 appena concluso ha raccontato all’Italia che nel 2013 ancora si pratica l’elettroshock, si chiama Terapia Elettro Convulsivante ed è praticata in moltissimi poli ospedalieri anche se fortemente criticata da buona parte dei psichiatri. Nella puntata l’argomento, forte, viene affrontato in due momenti quello dell’anteprima e poi in chiusura. Nell’anteprima vengono intervistate varie persone che raccontano di averlo praticato nei giorni nostri come ad esempio Ornella nel 2006.

Un’altra testimone racconta “Ti prendevano, ti legavano le braccia, ti immobilizzavano e mettevano delle gomma in bocca per la lingua”  da quel momento lei vive con la paura della corrente elettrica e delle lampadine.

Gianpietro, malato di bipolarismo, invece si è sottoposto volontariamente alla terapia e ritiene che abbia funzionato creandogli sono un disturbo della parola, da lui stesso definito “il male minore”

“Se questo è il prezzo per uscire e vivere come tutti, perché no?”

Nel concludersi della puntata si torna a parlare di elettroshock e viene mostrato un video piuttosto forte dove si vedono due persone che parlano di arresto cardicircolatorio ma in realtà sembra che stiano legando un malato al letto per sottoporlo alla Tec. Terapia o tortura? Uno spaccato allucinante di una pratica che comunemente si crede obsoleta.

E infine la testimonianza di Francesco Mastrogiovanni, raccontata dalla nipote Grazia, che ricorda lo zio ricoverato con la forza e i dottori non lo fecero neppure vedere alla parente.

Per chi si fosse perso la puntata di Lucignolo 2.0 ecco il video sull’uso dell’elettroshock, la puntata poi ha toccato anche temi più leggeri come lo scandalo di Naike Rivelli nuda sui social networks.