Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu saranno grandi protagonisti del prossimo autunno televisivo, che stavolta non sarà più targato Mediaset bensì Rai2. Il duo è infatti passato all’azienda pubblica, con cui riprenderanno una sitcom cult come Camera Cafè e sostituiranno Nicola Savino (andato in Mediaset) a Quelli che il calcio. Una sfida, quest’ultima, che si stanno preparando ad affrontare.
Ne hanno parlato anche con Leonardo.it in questa intervista.

Cosa ci potete dire del ritorno di Camera Cafè?
“Finalmente possiamo parlare anche noi, fino ad oggi continuavamo a leggere indiscrezioni sui vari siti e blog, ma dovevamo mantenere tutto top secret. La sitcom continuerà a svolgersi davanti a una macchinetta del caffè e sarà ambientato sempre nella stessa azienda, che però nel frattempo è stata acquistata dai cinesi (l’unico modo per superare la crisi). Insieme a noi ci saranno dei graditi ritorni come quello di Margherita Fumero, ma anche new entry come Serena Autieri che sarà il nostro nuovo capo. Il problema è che siamo alla puntata 1800 (la versione italiana, infatti, è la più longeva d’Europa), quindi gli sceneggiatori dovranno trovare idee sempre nuove, però vediamo tanta attività frenetica sul set ed è un buon segno”.

Siete pronti invece per Quelli che il calcio?
“Su questo fronte siamo ancora all’inizio del lavoro, quindi non sappiamo ancora come sarà la nostra edizione. È certo che sarà per noi un’esperienza nuova, non tanto per la diretta (che abbiamo già affrontato in altre occasione) quanto per la conduzione in sé. Siamo abituati ad avere un copione con battute che ci studiavamo a memoria, qui invece dovremo muoverci in due su un canovaccio per ben tre ore. Sarà una bella sfida. Speriamo poi di riuscire a trovare anche la giusta chiave ironica, cosa non facile con i tifosi di calcio, da sempre molto sensibili: noi ne sappiamo qualcosa!”.

Nonostante i vostri impegni con la Rai continuerete a curare la copertina di Dimartedì, su La7?
“Ce lo auguriamo. Vogliamo molto bene a Giovanni Floris (ricambiati) e lotteremo per mantenere quello spazio, cercando di incastrare tutto”.