Lutto nel mondo della musica: questo pomeriggio, 27 ottobre 2013, all’età di 71 anni, si è spento Lou Reed, cantautore, polistrumentista e poeta statunitense, nato negli Stati Uniti nel 1942. L’eroe maudit dei Velvet Underground aveva subito un trapianto al fegato nel maggio scorso.

L’Angelo del male (così lo chiamavano per via del volto truccato, i capelli corti, la giacca di cuoio, e dei perenni occhiali scuri sul naso), ha accompagnato e ha riempito i media per oltre tre decenni divenendo uno dei personaggi di punta del genere Rock.

Una vita tormentata, dedita alla musica, ma anche all’amore, alla fotografia, alle amicizie e, purtroppo, alla droga: nel 1956, ancora adolescente, Reed venne sottoposto ad una terapia di elettroshock che avrebbe dovuto curare la sua bisessualità recentemente manifestatasi; nel 1974 Reed scrisse la canzone Kill Your Sons circa questa esperienza che lo traumatizzò e di cui non si liberò mai. Alla fine del 1960 Reed iniziò a frequentare la Syracuse University, studiando giornalismo, regia cinematografica, e scrittura creativa.

Nel 1961 iniziò a condurre un programma radiofonico notturno alla stazione radio WAER chiamato “Excursions On A Wobbly Rail”. Il nome del programma derivava dal titolo di un brano musicale del pianista jazz Cecil Taylor. Nel corso della trasmissione, Reed trasmetteva doo wop, rhythm and blues e jazz, in particolare branifree jazz. Molte delle tecniche chitarristiche di Reed, completamente autodidatta, derivarono da sassofonisti jazz come Ornette Coleman. Nel giugno 1964 Reed si laureò alla Syracuse University’s College of Arts and Sciences.

Tutti conoscono Reed come musicista, pochi come scrittore e poeta: una volta dichiarò che il suo obiettivo principale come letterato era “portare la sensibilità della letteratura nella musica rock”, rendendo superati gli adolescenziali testi delle canzoni di rock and roll degli anni cinquanta e primi sessanta.

L’eccentrico Andy Warhol s’innamorerà dell’estro di questo ragazzotto e si inventerà con lui i Velvet Underground: quattro album in quattro anni, una vita breve per una band che scriverà capitoli fondamentali della storia del rock.