Il 27 ottobre 2013 perse la vita Lou Reed, uno degli artisti musicali più famosi al mondo che ha dato un inestimabile contributo alla storia della musica rock. “La parte più importante della mia religione è suonare la chitarra” diceva spesso Reed che aveva deciso di dedicare la sua intera e tormentata vita al mondo del rock con dei testi e delle melodie che solo la sua penna poetica e la sua creatività fuori dal comune erano in grado di ideare.

Lewis Allan Reed, così registrato all’anagrafe, nacque al Beth El Hospital di Brooklyn, New York, il 2 marzo del 1942 e crebbe a Freeport, Long Island. Appassionatosi alla musica ascoltando la radio, imparò a suonare la chitarra e sviluppò un forte interesse per il rock’n'roll e il rhythm and blues e durante gli anni delle scuole superiori suonò in vari gruppi studenteschi. Il successo per lui arrivò con la fondazione dei Velvet Underground nel 1964, il gruppo divnuto un cult del panorama musicale newyorkese che entrò a far parte dei pilastri della storia del rock grazie a brani come “Sunday Morning” e “Heroine” e che nel 1966 cambiò completamente stile grazie all’incontro con il genio della Pop Art Andy Warhol. Ma la carriera con i Velvet Underground durò relativamente poco e nel 1973 il gruppo si sciolse.

Reduce dalla rottura con i Velvet Underground, Lou Reed pubblica un LP d’esordio alquanto deludente ma David Bowie decide di aiutarlo producendogli il secondo album, Transformer primo vero grande successo della carriera da solista di Lou Reed che era destinato a diventare il simbolo della musica dell’artista maledetto. E’ proprio da Transformer che sono nati capisaldi del rock’n'roll come Walk on the Wild Side, Satellite of Love, Perfect Day, colonna sonora del celeberrimo film di culto Trainspotting, e Vicious.

Queste note sono forse le più famose e conosciute anche da chi Lou Reed non l’ha mai apprezzato fino in fondo o non ha mai seguito con attenzione la sua carriera musicale. Sono tante le leggende metropolitane che aleggiano attorno al brano di Perfect Day, singolo del 1972 che possiede un notevole mood malinconico, con l’accompagnamento strumentale dell’evocativo piano di Mick Ronson. Il testo della canzone ha da sempre diviso i fan di Reed che amano interpretare in modalità diverse le parole poetiche cantate dal poeta e artista maudit. La prima versione è quella secondo la quale il brano sarebbe la descrizione della relazione con il suo primo grande amore di gioventù, Shelley Albin, che proprio in quel periodo incontrò nuovamente e per l’ultima volta. Una seconda visione, più convenzionale, vede il testo di Reed come la descrizione di una giornata perfetta con la persona amata in grado di “You just keep me hanging on” e “I thought I was someone else, someone good”. Ma l’ultima è l’interpretazione che sicuramente fatto più discutere ed è quella legata all’abuso di eroina da parte dell’ex componente dei Velvet Underground: Lou Reed non ha mai negato di aver trascorso un periodo della sua vita a fare uso di droghe e questo testo sarebbe proprio un inno all’eroina, in grado di annientare se stessi e il proprio terrore di vivere. In realtà sul web sono tanti i fan di Reed che, giustamente, sottolineano come il cantante avesse già trattato questa tematica con i Velvet Underground tramite l’incisione di “Heroine”, ma l’ultima è pur sempre la versione che tutti gli ascoltatori nostalgici di Perfect Day amano ricordare.

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