Essere ingannati può avere il suo fascino, quando la truffa è fatta ad arte. Perché ci si sente trasportati altrove, si vive un’esperienza diversa che può essere raccontata con un alone di leggenda.  Da questo presupposto nasce Loro chi?  – nella sale italiane dal 19 novembre – esordio alla regia dello sceneggiatore Fabio Bonifacci, che affianca Francesco Miccichè – anch’egli una sorta di esordiente, trattandosi della sua prima fatica cinematografica.

La pellicola ruota intorno alla figura di Marcello, interpretato da Marco Giallini, affascinante truffatore che prende nella sua rete un ingenuo David, con il volto di Edoardo Leo, cambiandogli la vita ma nello stesso tempo salvandolo dal grigiore quotidiano. Come sottolineato da Bonifacci, durante una conferenza stampa di presentazione dai toni scoppiettanti, è «un film sulla realtà costruita contrapposta alla realtà vera» e se non è volutamente un omaggio al mestiere d’attore è pur vero che i due protagonisti dichiarano di essersi divertiti molto ad interpretare le diverse maschere del film.

E sono proprio le maschere degli attori ad accogliere i giornalisti, invitandoli a condividere le foto con indosso le stesse e creando da subito un’atmosfera di complicità.

Si alternano momenti più seri a momenti più divertenti. Da un lato Edoardo Leo mette l’accento sul mestiere d’attore: «nei travestimenti ti rendi contro dell’importanza del mestiere artigianale. La cultura della performance, della voglia di trasformarsi, la stiamo un po’ perdendo ma invece l’Italia ha fatto sempre molto bene. Gassman ne “I soliti ignoti” non ha avuto paura di imbruttirsi, lui che era uno degli uomini più belli d’Europa». Dall’altro, Bonifacci racconta la storiella divertente di un “croato senza una gamba” che si spacciò per lui a Manfredonia, mangiando e bevendo a spese della comunità. E fornendo tra l’altro lo spunto per una delle scene del film stesso.

Il richiamo della pellicola alla grande commedia italiana è automatico, ma il film sembra costruito più come una commedia americana, complici gli inseguimenti da road movie. Più tipicamente italiana invece la realtà di provincia ritratta, che offre gli spunti più comici e che ha dato modo ai protagonisti di divertirsi ma di combinare anche qualche guaio. Marco Giallini ci ha raccontato per esempio di un incidente avuto con la Maserati contro una preziosa panchina di fine Ottocento, così come di «aver rischiato la vita» – sono le sue stesse parole – durante le riprese, sbattendo la testa e finendo lungo disteso sulla sabbia.

Come David, il personaggio interpretato da Edoardo Leo, anche noi accettiamo l’inganno, lo facciamo nostro, decidendo di credere ad una realtà filmica che potrebbe apparire forzata e accettando di non far quadrare tutti i conti. E in un mondo fatto di truffe anche il finale rimane volutamente ambiguo e la palla passa a noi spettatori, come sottolineato dalla frase “Scegli tu a chi credere” a corredo del titolo.