In occasione dell’uscita della sua autobiografia, Loredana Berté ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair (in edicola da oggi), anticipando alcuni episodi drammatici della sua sua infanzia e della sorella, Mia Martini raccontati nel libro. Un episodio di violenza subito, nello specifico, che riguarda il padre e la sorella Mimì, ha turbato, e non di poco, i fan della cantante:

“Nostro padre era un violento che massacrava di botte nostra madre, anche quando era incinta – racconta la Bertè a Vanity Fair – uno che ha buttato mia sorella dal balcone per un brutto voto a scuola, e che, quando mamma non gliela dava, veniva in camera di noi bambine a masturbarsi guardando Mimì. Lei lo sentiva arrivare e mi diceva: ‘Chiudi gli occhi, fai finta di dormire’. Io guardavo attraverso le ciglia e vedevo una cosa che non capivo: cosa facesse quest’uomo fermo ai piedi del mio letto, girato verso mia sorella. Mimì mi ha spiegato tutto dopo molto tempo.

Ecco spiegati i motivi per i quali la Berté ha sempre speso, pubblicamente in ogni occasione, parole spregevoli verso il padre.

“Non sapevamo a chi dirlo. -conclude la cantante- A quel tempo mica c’era il Telefono Azzurro. Parlarne a nostra madre, comunque, era escluso: avevamo paura che non ci credesse, che lo dicesse a lui e di essere picchiate”.