Ottantacinque anni e non sentirli. Certo, la voce non è più quella di una volta e in molti se ne accorgono quando intona le note di Banana Boat Song. Ma lunedì Henry Belafonte ha comunque fatto emozionare la folla accorsa a celebrarlo al Festival del Film di Locarno, occasione in cui a ricevuto il Pardo alla Carriera nella straordinaria cornice della gremita Piazza Grande.

Henry Belafonte è un fiero difensore dei diritti civili, nonché un personaggio straordinario. La sua presenza in questa sessantacinquesima edizione della kermesse cinematografica è correlata alla presentazione di un film che tratta il suo percorso di artista e di attivista. Al termine della proiezione sono scoppiati gli applausi a scena aperta, quelli degni del suo nome.

Henry Belafonte è nato a New York da genitori giamaicani e non dimentica mai la sua terra di provenienza. Cita, elogiandoli, due tra i personaggi più rappresentativi della Giamaica nel mondo: la leggenda della reggae music Bob Marley, uno che di diritti civili se ne intendeva molto, e il campionissimo Usain Bolt, attualmente impegnato alle Olimpiadi di Londra 2012. Curioso il siparietto quando gli chiedono dello sprinter: “Ogni tanto Bolt fa lo sciocco, ma posso perdonarglielo!”.

Bolt e Marley sono indubbiamente due tra le icone più importanti della sua terra. Ci sentiamo di dire che lui è la terza. Lo testimoniano le sue eccezionali doti di ballerino, attore e showman, tali da fargli ottenere una fama internazionale.