Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, l’ultimo capitolo della seconda trilogia tolkeniana diretta da Peter Jackson, uscirà nelle sale italiane il 17 dicembre, eccezionalmente di mercoledì.

Ieri però c’è stata l’anteprima mondiale del film e gli appassionati sono ovviamente curiosissimi di sapere come la critica ha accolto il finale di un’opera mastodontica.

Ecco dunque le prime recensioni degli addetti ai lavori.

Su Slash Film Germain Lussier sceglie un titolo piuttosto esplicito: “Perché Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate è il peggior film hobbit di Peter Jackson”. Il giornalista ovviamente spiega questa affermazione roboante, e i motivi sono di ordine strettamente narrativo.

Il film fallisce esattamente in quello che dovrebbe fare – essere il terzo atto di una storia. Il film è circa 144 minuti di azione non stop priva di archi narrativi. È molto eccitante ma fallisce nel coinvolgimento emotivo perché gli manca qualunque peso. È come se Jackson avesse preso i 30 minuti finali del suo film e li avesse allungati per due ore. Quello che è rimasto è un film molto bello, giustamente eccitante, ma che suona del tutto vuoto.

Anche Matt Singer di Screen Crush non è affatto tenero. Il recensore lamenta l’eliminazione quasi immediata del drago Smaug dopo che il suo personaggio è stato costruito indirettamente nei film precedenti. A non convincere è anche la stessa gestione visuale della battaglia, “che dura più della metà del film ed è interrotta da digressioni occasionali […], visivamente impressionante ma tediosamente ripetitiva. Questa è la struttura di base: gli eroi coraggiosi affrontano una situazione schiacciante, e presto sono sovrastati; i nemici stanno per avere la meglio quando un altro degli eroi appare per un salvataggio dell’ultimo minuto. Quindi lo stesso scenario si ripete con un altro set di eroi, con il minor numero possibile di decessi possibili”.

Scott Mendelson di Forbes ribalta invece questo assunto, dichiarandosi entusiasta di come Jackson ha gestito l’azione nel suo film: “Ancora una volta Peter Jackson mostra che ha pochi rivali nel mettere in scena momenti d’azione molto popolari, sia in termini d’azione di massa che di duelli personali, che contengono un livello di abilità che abbiamo dato per scontato perché il regista lo ha dimostrato da così tanto tempo Gli effetti speciali possono essere più ovvi della precedente trilogia, ma le immagini stesse sono una gioia da guardare e un esempio di splendore cinematico old school. Dite quello che volete sugli archi narrativi e il lavoro sui personaggi, ma La battaglia delle cinque armate è sopratutto un film d’azione, e l’azione è meravigliosa.

Anche Peter Bradshaw del Guardian sembra pensarla come il suo collega di Forbes, descrivendo il film come “qualcosa di tremendamente eccitante e spettacolare, geniale ed entusiasmante, con tutto lo spirito gioioso dei film del sabato mattina”. Ma a non convincere è la tecnologia dei 48fps: “La terribile verità, tuttavia, è che questa innovazione fa semplicemente sembrare tutto come una ripresa in esterni su video di un programma televisivo del mattino”.