Lo Hobbit, il prequel della Trilogia del Signore degli anelli, deve ancora fare il suo ingresso nelle sale cinematografiche, ma ha già diversi problemini con la legge.

Gli eredi di J.R.R. Tolkien, infatti, trascinano la Warner Bros in tribunale a causa di violazione del copyright, con una richiesta di risarcimento di circa 80milioni di dollari: la casa di produzione sembra aver abusato dei diritti d’autore utilizzando i personaggi della trilogia non solo per il merchandising “di base” (figurine, capi di abbigliamento, e gadget simili), ma anche come testimonial di giochi d’azzardo.

Ma non è tutto: il regista Peter Jackson ha dovuto respingere le accuse dell’organizzazione americana  PETA, che conferma di aver ricevuto da parte di alcuni mandriani, delle denunce di morte a causa di maltrattamenti, di una trentina di animali tra cavalli, polli, pecore e capre.

La produzione in un comunicato riportato anche sulla pagina Facebook del regista neozelandese, afferma di notare  con rammarico che “la PETA abbia scelto di fare accuse così serie, coinvolgendo indirettamente numerosi professionisti neozelandesi che hanno lavorato alla cura degli animali durante la produzione senza verificare accuratamente le fonti di queste informazioni”.