In Italia gli appassionati fremono per l’arrivo del Lo Hobbit, il prequel della Trilogia del Signore degli Anelli. In America, invece, la critica avanza tiepidi pareri sulla pellicola che sembra aver un po’ deluse le aspettative.

Un po’ di diffidenza sembra rivelarsi già per l’utilizzo dell’High Frame Rate 3D, il nuovo protocollo tecnico approntato da Peter Jackson, che ha voluto girare il film non solo in versione tridimensionale, ma anche 48 fotogrammi al secondo, il doppio dello standard.

Il famoso critico cinematografico Todd McCarthy afferma sul The Hollywood Reporter: “Il risultato è interessante e sarà a lungo dibattuto, ma un primo paragone tra i due formati (48 contro 24 fotogrammi al secondo, ndr) pesa sull’esperimento. Nella copia mostrata alla Warner Bros., denominata High Frame Rate 3D, l’artificio tecnico funziona alla perfezione nelle scene più  spettacolari, mentre sembra un video televisivo eccessivamente sgargiante nelle scene in interni, come quelle nella casa di Bilbo, dove paradossalmente il film ha qualcosa di vagamente teatrale. Un effetto che la versione 24 fotogrammi al secondo attenua regalando una tessitura visiva più morbida e notevolmente più accurata.

Per quanto riguarda la trama, invece, McCarthy sembra non volersi sbilanciare più di tanto: “Una delizia per puristi, un piatto che rimpinzerà i milioni di fan intransigenti della precedente trilogia del Signore degli Anelli. In termini puramente cinematografici tuttavia, è anche una faticaccia, esageratamente ricca di descrizioni ma povera di forti accelerazioni. Non mancano momenti spettacolari come nella saga precedente ma il film, specie nella prima parte, è soprattutto piatto e noioso.”