Se Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato vi aveva lasciati perplessi, La desolazione di Smaug vi farà perdonare l’esitazione che il regista Peter Jackson aveva dimostrato nel prequel della fortunata saga della Compagnia dell’Anello.

Lo hobbit Bilbo Baggins (Martin Freeman) e Gandalf il Grigio (Ian Mckellen) mirano a conquistare insieme a tredici nani guidati da Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage) la Montagna Solitaria e il regno perduto di Erebor . Dopo essere sopravvissuti all’inizio del loro viaggio inaspettato, dovranno stare attenti a tante altre avversità, in primis, gli inarrestabili sudici orchi. A Mirkwood incontrano Beorn il cambia pelle (Mikael Persbrandt) e uno sciame di ragni giganti. E non è finita qui. Dopo essere sfuggiti alla cattura degli Elfi della Foresta, incontrano la creatura più terrificante: il drago Smaug (Benedict Cumberbatch).

Azione, suspance, sentimento e avventura sono le parole chiave di una pellicola che dà soddisfazioni, ma che scricchiola solo un attimo, verso il finale, quando il regista ha dovuto, per questioni legate al marketing, “allungare il brodo” ed aggiungere all’intreccio una “questione elfica” inesistente all’interno del romanzo di J. J. R. Tolkien al quale il film è ispirato. Un amore platonico tra un elfo e un nano, evidentemente poco credibile, ma soprattutto un personaggio, quello di Taurin, interpretato da Evangeline Lilly e purtroppo privo di senso, poco incisivo.

Volete 5 buoni motivi per andare a vederlo al cinema? Eccoli:

1) Fotografia e costumi sono, come sempre, favolosi. Catapultano in una realtà immaginifica e il 3D garantisce ulteriore realismo.

2) Nonostante le 2 ore e 40 di film, il tempo passa velocemente e con piacere.

3) Epici gli ultimi 30 minuti del film che vedono i nani e Bilbo lottare contro il terribile Smaug.

4) Il ritorno del mitico Legolas interpretato da Orlando Bloom.

5) La lotta epica tra Gandalf il Grigio e il potentissimo Negromante.

VOTO: 7 e 1/2