Si chiama “Go back to where you come from” (letteralmente: “Ritornatene da dove sei venuto) e in Australia è divenuto un piccolo caso televisivo: eppure nessuno si sarebbe mai aspettato che il reality show della SBS avrebbe davvero fatto incontrare ai propri concorrenti i membri dell’Isis, sopratutto non durante un’azione di guerriglia.

Ma andiamo con ordine. La trasmissione televisiva, giunta alla terza stagione e premiata più volte, si propone come obiettivo quello di fare provare ai suoi partecipanti l’esperienza di ripercorrere tutti i passi compiuti dagli immigrati che chiedono asilo all’Australia. Un’operazione piuttosto importante in un Paese notoriamente poco incline all’accoglienza e che recentemente è stato al centro di polemiche per il modo in cui ha gestito le ultime ondate di barconi provenienti da Bangladesh e Myanmar.

In uno degli episodi della terza stagione i concorrenti – le cui posizioni politiche e personali rispetto all’immigrazione sono molto varie – sono stati portati al confine con la Siria, là dove si combatte una battaglia incessante contro i terroristi dell’Isis. Scopo evidente dell’operazione: fornire un’esperienza di prima mano di ciò che subiscono coloro che cercano rifugio in altri stati.

Arrivati a meno di un km dal confine tra i territori dello Stato Islamico e la Siria grazie al supporto dei peshmerga dell’YPG, i tre protagonisti dello show avrebbero dovuto visitare un campo di rifugiati, ma qualcosa è andato storto e gli inconsapevoli concorrenti hanno avuto modo di provare in prima persona cosa significa il sibilo dei proiettili a distanza ravvicinata.

Il trio, fornito di giubbotti antiproiettile, si è infatti trovato in un villaggio conteso da curdi e membri dell’Isis dove fioccavano i colpi di mortaio. Per fortuna i tre non hanno riportato ferite durante la registrazione, ma di sicuro quanto avvenuto avrà cambiato il loro modo di rapportarsi all’argomento.

Kim Vuga, un membro del terzetto che aveva espresso posizioni anti-immigrazione e che sta studiando per diventare una giornalista, ha svelato di essere rimasta molto colpita da quanto appreso, tanto da aver considerato di unirsi ai combattenti curdi, se non avesse avuto una famiglia ad aspettarla a casa.