Luciano Ligabue, nuovo look, capello corto (e brizzolato), torna all’Arena di Verona dove ha aperto il 16 settembre, il primo di sei concerti (fino al 23 settembre), che precedono l’uscita del suo ultimo album, dal titolo ancora top secret, uscirà il 26 novembre.

A fine concerto ha interpretato l’ultimo singolo estratto dall’album e già un successo in radio “Il sale della terra”. Il titolo del brano è tratto da un frase dei Vangeli di Matteo proiettata, insieme ad altre, alle spalle del palco.

Tanti i messaggi comparsi sul maxi schermo ad accompagnare il concerto. Frasi, non è un caso, di Jean Giraudoux, Henri Kissinger, Edmond Burke, Jim Hendrix e Indro Montanelli. Frasi che la dicono lunga su come la pensa l’artista di Correggio sulla smania di potere che distrugge il mondo di oggi e la nostra società. Contro questa crisi che il cantante definisce ”drammatica”, vuole schierare la sua musica, incantando circa 12 mila fan accorsi da tutti Italia per sentirlo.

La scaletta è stata di oltre venti brani, la pioggia copiosa caduta sulla bellissima location durante il set ha causato qualche problema sia agli spettatori, sia al Liga, scivolato sul palco proprio a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

La prima canzone che ha incendiato l’Arena è stata Il giorno di dolore, accompagnata dall’orchestra. Poi Il peso della valigia e Leggero quindi due ore di live. A chiudere, i bis dall’album Arrivederci mostro, senza orchestra.

Già tutti esauriti i biglietti. Un “sold out” per i concerti in Arena da giugno. Sul palco con lui Federico “Fede” Poggipollini e Niccolò Bossini alla chitarra, José Fiorilli alle tastiere, Luciano Luisi alle tastiere e programmazioni, Michael Urbano alla batteria e Kaveh Rastegar al basso.

Tra il pubblico fa sorridere uno striscione di un gruppo di fan per Liga, sposatosi recentemente con la compagna Barbara, : “Vuoi sposare anche noi? Don Lorenzo è qua apposta”.

Ecco i video più belli: