A diciassette anni dalla scomparsa del regista de Il postino è di prossima pubblicazione il libro di sua sorella Rosaria, che racconta l’ infanzia del grande Massimo Troisi da una prospettive privilegiata ed affettuosa.

L’inedito ritratto dell’attore comico di San Giorgio a Cremano, uno dei paesi vesuviani che circondano Napoli, parte dalla sua nascita, nel 1953, grazie ai vividi ricordi di Rosaria che all’epoca era già una bambina di età scolare.

I primi episodi precursori dell’ effettivo esordio nel mondo dello spettacolo ci vengono narrati con estrema tenerezza e riguardano il periodo degli studi di Massimo.

Il loro papà era un ferroviere ed ad ogni festività natalizia riceveva dall’azienda, dove lavorava come dipendente, alcuni doni per i bambini.

Generalmente si trattava di trenini, e i fratelli Troisi ne avevano ricevuti abbastanza.

Per l’occasione dell’epifania, in casa Troisi era arrivato l’ennesimo trenino, così Massimo improvvisò una gag di fronte alla famiglia al completo.

Aveva solo sei anni, ma quando scartò il pacchetto manifestò il suo disappunto con il risultato di far ridere tutti quanti: Si rivolse alla Befana dandole della rimbambita, perché lui l’aveva scritto in grande che, invece, desiderava una bicicletta, ma siccome era scema, era stato recapitato un altro treno ancora..