Continua ad essere guerra aperta tra Raoul Bova e la sua ex suocera Annamaria Bernardini de Pace. La separazione tra l’attore e Chiara Giordano risale ormai a più di un anno fa ma, mentre la donna sembra ormai aver superato la questione, la querelle tra la suocera matrimonialista e il divo italiano proprio non vuole placarsi.

Le frecciatine tra i due risalgono all’epoca del divorzio quando la Bernardini per prima aveva lanciato sul quotidiano “Il Giornale” una lettera indirizzata al genero accusandolo con parole al vetriolo:

“Caro genero, mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l’avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità? La verità soprattutto, per piacere”.

Dopo quelle parole così pesanti l’attore ha, così, deciso di agire per vie legali accusando l’avvocato matrimonialista più famoso d’Italia per diffamazione. Il pm di Monza Walter Mapelli, dopo il deposito della querela avvenuta nei mesi scorsi, ha chiesto il rinvio a giudizio per la donna, decidendo di trasmettere gli atti a Catania perchè la prima copia del giornale in cui era stata pubblicata la lettera diffamatoria era uscita proprio dalla tipografia della città siciliana. Intanto è finito sotto indagine anche Alessandro Sallusti, per omesso controllo sull’articolo in questione, ma di certo la Bernardini non la farà passare liscia. Così come aveva sostenuto all’epoca dei fatti, la matrimonialista punta sul fatto che nelle lettera non è mai stato menzionato il nome di Bova ma che in verità faceva riferimento ad un genero immaginario per cui le accuse di diffamazione non avrebbero ragion d’essere.