Adriano Cattaneo (voce solista), Fabrizio Sant’Ambrogio (chitarra e cori), Roberto Cerea (basso e cori), Marco Seiti (tastiere) e Paolo Marchetti (batteria), sono i Letifica, band attiva dal 1999, ma salita alla ribalta nel panorama musicale italiano dal 2009, anno in cui è uscito il loro primo album: ”let!f!ca”. Dopo aver cavalcato palchi importanti e numerose trasmissioni televisive, il gruppo ha partorito il suo secondo lavoro, ”Coscienze Incoscienti”, dal quale è tratto anche il brano “Digital” che vi presentiamo qui sotto, e ha già in cantiere un terzo album in arrivo entro la fine dell’anno. Ecco la loro interessante intervista:

Letifica, conosciamoci meglio: da dove viene il vostro nome? 

“Letifica deriva dal verbo letifcare (essere lieto nell’annunciare) è una parola arcaica, che sta a sottolineare quanto siamo lieti di suonare in qualsiasi possibile opportunità live, esibendo la nostra vera natura, che viene trasmessa in modo empatico nelle nostre esibizioni dal vivo. fermo restando che la parola “letifica” in se, grammaticalmente parlano ha un buon suono. In sostanza… È un modo di essere, un modo vivere… ‘Vai e letifica’”.

Nascete come cover band dei Litfiba, poi avete deciso di affermarvi con materiale vostro, originale. Quanto è difficile affermare l’autorialità nel panorama musicale italiano?

“Sì siamo nati come coverband per poter proporre i nostri pezzi nella scaletta litfibiana, in medley… Mi spiego meglio: durante l’esibizione non presentavamo il nostro pezzo, cosicché il pubblico, non avesse il tempo di scartare a priori l’idea di ascolto e suscitarne la curiosità. La cosa pareva funzionare e decidemmo quindi di rischiare tutto!!! e lasciare per sempre il panorama cover… È sempre più difficile affermarsi nel mondo inedito, stando alle regole di questo assurdo mercato, che da un giudizio frettoloso e quasi indifferente chiamato TALENT… Lo paragonerei alla tristezza di un rapporto sessuale a pagamento che lascia i sentimenti da tutt’altra parte, che obbliga artisti che hanno sulle spalle esperienze live… Ritrovarsi davanti ad una giuria che giudica l’artista in 30 secondi mescolando il vero artista, con karaokisti del sabato sera sminuendo tutto quello che c’e di bello nella musica e concentrarsi nelle doti vocali del momento. E se ci fosse il successo del karaokista il tempo e l’esperienza spicciola, lo trasformerebbe in meteora, contaminando la cultura musicale stessa e portando l’ascoltatore ad un livello davvero basso”.

Oltre il rock stile Litfiba, qual è il vostro background musicale?

“In realtà abbiamo tutti un background diverso in fase di creazione cerchiamo il più possibile di non limitare il gusto di ogni singolo elemento, cercando una chiave di lettura che accomuni sonorità dal reggae a rock tutto va bene, l’importante è che sia suonato con l’anima”.

Parliamo di Digital, il vostro ultimo singolo (qui sotto possiamo vedere il video in anteprima per Leonardo.it). Come nasce?

“Nasce da una riflessione sull’abuso dei social network, ma volevamo renderlo musicalmente allegro per ironizzare e sdrammatizzare l’argomento, infatti nel video vengono cercati volti estremamente diversi in modo da far capire che dall’altra parte dello schermo può esserci chiunque una ragazza un pugile e per assurdo una pecora, insomma stare sempre allerta soprattutto con i più piccoli.

A un certo punto in Digital cantate: “Io non so chi sono anche quando so chi sono”. E’ un’aspra critica al mondo virtuale, o sbaglio?

“E’ semplicemente un dato di fatto di quanto la gente si immedesima nelle realtà virtuali e si dimentichi di ciò che è veramente. Sottolineo in oltre che ho inserito anche: “Io non so chi “suona”anche quando so chi suona”, perché talvolta la gente sa chi ha di fronte canta le sue canzoni ma non si rende conto di che cosa vogliono veramente dire”.

Quanto sono digital/social i Letifica?

“Sfruttiamo le capacità delle nuove tecnologia, ma con la consapevolezza che non possono e non devono sostituire la realtà. Chiunque propone la propria arte deve farlo con gioia e cercare di creare lo stupore negli occhi di chi ha di fronte”.