Trionfatrice di X-Factor nel 2011, Francesca Michielin sale per la prima volta in gara sul palco dell’Ariston di Sanremo 2016 (la prima volta fu con Chiara Civiello nel 2012 ma solo come ospite nella serata delle cover) con la canzone “Nessun Grado di Separazione” per “dare un messaggio di speranza”. L’abbiamo incontrata durante la conferenza stampa tenutasi al Palafiori, sala Lucio Dalla, dove ha risposto alle nostre domande e a quelle di altri giornalisti di Tv Web e Radio. Ecco cosa ci ha raccontato.

La canzone che porti a Sanremo “Nessun Grado di Separazione” è ispirata dalla teoria dei “sei gradi diseparazione”. Puoi dirci quali sono le sei persone che ti hanno permesso di diventare la Francesca di oggi?

La mia discografica quindi la Sony, il management, Elisa perché con lei ho fatto il mio primo disco e anche se lei non è presente in questo lavoro, lei è stata per me è una scuola d’arte, l’esperienza con le è stata per me fondamentale. Poi, Michele Canova, il mio produttore con il quale abbiamo fatto una grande ricerca di suono, Giorgia, perché quando sono nata nel ’95 lei stava vincendo il Festival Di Sanremo con “Come Saprei” ed è stato bello perché nella vita l’ho sempre seguita, mi piace tantissimo e adesso mi manda i messaggi di in bocca al lupo e più in generale la famiglia, credo che tutti gli artisti che arrivano su un palco non sono mai da soli, tutte le persone che ti vogliono bene ti supportano e sono felice perché la mia di famiglia mi ha sempre sostenuto

Nel 2012 hai partecipato al Festival duettando nella serata delle cover con Chiara Civiello: come è cambiata Francesca Michielin da allora?

Grosso cambiamento di look sicuramente. In questi 4 anni ho vissuto il passaggio dai 16 ai 20 anni e credo che qualunque persona in quella fascia d’età subisca cambiamenti, sia che tu sia un cantante o che faccia un altro mestiere. Nel 2012 l’ho vissuta come un gioco a parte l’ansia, mentre adesso che sono in gara mi sento molto più consapevole e ho portato questa consapevolezza nel mio brano perché è una canzone che parla del fatto di aprirsi alla vita e di uscire dalle insicurezze.

Tu sei anche una studentessa. Come riesci a vivere la vita da cantante e da studente? Studiare ha influenzato ciò che tu fai oggi a livello artistico?

Io sono una persona perfezionista. Quando ho fatto x-factor ero al terzo liceo, è stata una battaglia ma sono riuscita a diplomarmi. Adesso sono iscritta al conservatorio e studio alla Ca’ Foscari dove studio Beni Culturali indirizzo cinematografico. Quando sei sia studente che lavoratore è difficile conciliare ma sai che in alcuni momenti puoi dedicarti 100% o allo studio o al lavoro e fare entrambe le cose. Chiaramente non riuscirò a laurearmi in tre anni ma forse in cinque, però mi piace studiare e si ciò che studio influenza molto anche la mia musica, la cultura in generale aiuta sempre a difendersi. E quindi conoscere varie cose può essere ispirante per la musica che si porta anche a Sanremo.

In gara con te, quest’anno ci sono anche Elio, Arisa e Morgan. Che sensazione si prova a sfidare i “tuoi” giudici di X Factor?

Io più che sfidata mi sento onorata e divertita di questa situazione. In realtà in questi giorni si comportano da zii, mi danno i consigli. Elio che mi dice ‘Francesca cambia i pallet per il timpano perché sono distrutti, Arisa che mi dice ‘guarda che hai il rossetto sbavato’ e me lo sistema, Morgan che mi abbraccia tutti i giorni e mi dice ‘Forza dai, tifo per te’… è bella questa cosa, c’è una dimensione familiare quindi sono contenta.

La teoria dei sei gradi separazione -dalla quale hai tratto ispirazione per il brano sanremese- è la stessa sulla quale si fonda Facebook e i social network. Qual è il tuo rapporto con i fan attraverso i social? 

Il bello dei social è che l’artista è in qualche modo sceso dal piedistallo. Quindi non vedi più l’artista come qualcosa di irraggiungibile, anche perché non dovrebbe essere così. I social ti danno l’opportunità di avere un contatto sempre diretto e puoi condividere sempre la tua quotidianità. E proprio perché i social si fondano soprattutto sulla condivisione io sto conoscendo tantissimi artisti tra i miei fan, mi piace leggere i commenti, sapere cosa ne pensano di quello che faccio. Secondo me aiuta ed è bello.

Se tu non fossi in gara, quale canzone canteresti, quale ti piace e quale faresti vincere?

Io farei vincere Virginia Raffaele che è un fenomeno. Posso dire che sono di parte, sono molto fan dei miei giudici, credo che abbiano dei pezzi molto belli: Elio si supera sempre, fa delle cose sempre più pazze e sempre più belle, mi sono piaciuti i Blu Vertigo (L’assenzio canzone con cui hanno partecipato nel 2001 mi piace di brutto) e Arisa che considero un fenomeno perché lei è bella e riesce sempre ad esprimere se stessa al massimo con i suoi brani e diciamo che io tifo per loro.

Come riesce una ragazza giovane come te ad affrontare un palco importante come quello di Sanremo?

Io ho vissuto questi mesi pre-sanremo come una palestra. Sono andata davvero in palestra tutti i giorni e poi ho fatto il mio primo tour in assoluto chiamato “Nice to meet you” dove ho deciso di salire da sola sul palco accompagnata esclusivamente dai miei 5 strumenti che suono e l’ho vissuto come un momento di intimità con il pubblico dove non c’erano sovrastrutture ma solo io. Mi ha aiutato tantissimo a gestire lo stress e l’ansia. Salire sul palco dell’Ariston è stata una botta: essere a 20 anni su un palco del genere e dire “non me ne frega niente” non è proprio giusto, quindi ero molto agitata ma me la sono proprio goduta.

Se tu non partecipassi, guarderesti il Festival? E chi vorresti in gara?

Io sono una fan del Festival. É proprio nel dna dell’Italia. É come quando tua nonna ti dà i pizzicotti e tu a vent’anni, trenta ti vergogni, però le vuoi bene alla nonna. Questo è il Festival di Sanremo. Ti può piacere o no ma è dentro di te. Conti quest’anno ha fatto una bella scelta quest’anno perché c’è proprio tutto dai giovanissimi ai veterani, cast variegato. É bello quando ci sono artisti diversi tra loro perché ci sono tante sonorità diverse. Spero si continui su questa linea.