Il look lo abbiamo scelto io e il mio stylist, volevamo avere una dimensione casalinga, volevo mostrarmi come sono nella vita normale, ma non è piaciuto. Il vestito non è così importante anche se per me è stato determinante a volte.

Si presenta così Arisa alla sala stampa Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo durante l’incontro con i giornalisti, rispondendo ad una domanda sul look criticatissimo sui social la prima sera. Semplice e svampita come appare in tv. Lei, che non fa caso al vestito di scena ma alla canzone, ha raccontato che “Guardando il cielo” -il brano che porta quest’anno in gara a Sanremo- è rimasto chiuso nel cassetto per tre lunghi anni. Il motivo? Non si sentiva pronta: “Guardando il cielo è una canzone che fa il punto della situazione ad un certo punto della vita.-racconta- In questi tre anni ho avuto la possibilità di capire di come la natura influisce sulla vita delle persone. Non posso rivelare i motivi per i quali adesso sono pronta a cantare questo brano-aggiunge- perché sono personali ma ti posso assicurare che adesso so quello che canto”.

Arisa vuole che “Guardando il cielo” rimanga una canzone senza tempo e non riconducibile ad uno specifico periodo musicale e per far ciò insieme ai suoi produttori ha lavorato molto sui grandi successi del passato, dalle atmosfere degli anni ’80 facendo ricerche su colonne sonore, una lavoro che, assicura, “è stato molto divertente”.

Ma qual è la differenza della Arisa co-conduttrice del Festival e la Arisa cantante in gara e come affronta il palco di quest’anno? “Sono riuscita con gli anni a darmi un tono, -dice-  la cosa incredibile è il rapporto che si è instaurato con gli addetti ai lavori e i tecnici di Sanremo è come se ci ritrovassimo ogni anno è molto bello. Il fatto di ritornare come cantante dopo il 2014 dove ho vinto è molto responsabilizzante perché la gente ha delle aspettative nei tuoi confronti. Il primo giorno ci avevo un po’ di “stretta” poi adesso normale”.

La cantante lucana si dice molto attaccata alla sua terra di origine, dell’Arisa del 2009 quella che ha trionfato con “Sincerità”, racconta, c’è ancora l’amore e l’attaccamento per la famiglia, rispetto per la vita affettiva: “Negli anni non ho perso la voglia di tutelare le cose veramente importanti che riguardano la mia vita privata”. Con un occhio di riguardo alla nonna della quale dichiara di aver preso tutto -”anche il sugo con la cipolla, l’aglio non troppo cotto e la pizza riscaldata la mattina”- e per questo di averle voluto dedicare la canzone.

Nei progetti futuri di Arisa dopo Sanremo c’è l’album: “mi dedicherò al mio disco a cui ho lavorato tanto, un disco denso dove non ci sono brani di riempimento, a cui hanno lavorato tante persone”.