Si è spento nella notte a 82 anni una delle ultime vere leggende nel mondo della musica, Leonard Cohen.

A dare la notizia della dipartita del cantante canadese è stata la sua etichetta, la Sony Music Canada, tramite la sua pagina Facebook ufficiale: “È con profondo dolore che dobbiamo riportare che il leggendario poeta, cantautore e artista Leonard Cohen è spirato. Abbiamo perso uno dei visionari della musica più prolifici e rispettati. Una commemorazione verrà tenuta a Los Angeles nei prossimi giorni. La famiglia chiede che sia rispettata la sua privacy in questo momento di lutto”.

Successivamente è stato il turno del figlio Adam: “Mio padre è venuto a mancare in modo pacifico nella sua casa di Los Angeles, con la consapevolezza di aver completato quello che sentiva come uno dei suoi migliori album. Stavo continuando a scrivere fino agli ultimi momenti con il suo inconfondibile stile umoristico”.

Proprio quest’anno era stato infatti pubblicato You Want It Darker, quello che è destinato a essere ricordato come il suo lavoro testamentario, un po’ come accaduto per Blackstar di David Bowie.

Nato il 21 settembre del 1931 a Westmount, nel Quebec, da una famiglia di origine ebraica, sin da piccolo l’artista ha studiato musica e poesia, interessandosi in modo particolare alle opere di Federico Garcia Lorca. Dopo aver imparato a suonare la chitarra il musicista fondò il suo primo gruppo folk – country, per poi iscriversi all’università.

La sua carriera musicale in realtà avrebbe potuto essere facilmente un passatempo, dato che il suo primo romanzo edito nel 1966, Beatifiul Losers, venne accolto con grande entusiasmo dalla critica del tempo. Eppure Cohen era innamorato del rock ed era fortemente intenzionato a imporsi come un cantautore, e il suo album di debutto, Songs of Leonard Cohen, del 1967, sarebbe stato considerato sin da subito come un grande lavoro, anche grazie a canzoni come Suzanne, So Long, Marianne e Sisters of Mercy, divenuti in breve dei classici.

I suoi testi, nonostante si ispirassero spesso e volentieri alla religione e alla ricerca spirituale (aveva studiato in maniera approfondita la pratica buddhista e per un certo periodo si era avvicinato a Scientology) erano anche capaci di evocare immagini sottilmente sensuali, tormentate storie romantiche o riflessioni di grande lucidità esistenziale.

La sua figura è riconosciuta alla pari di quella di giganti come Bob Dylan e Joni Mitchell: in particolare il cantante appena insignito del premio Nobel nurtriva un grande rispetto per il collega, sottolineandone l’enorme statura non solo nella scrittura dei testi, ma anche nella composizione della musica e nella ricerca delle melodie.