Lele Mora racconta la sua nuova vita al Corriere.it. Dopo la condanna a 6 anni e un mese (di cui 14 passati in carcere) sta scontando in affidamento la pena residua. L’ex agente dei vip è stato coinvolto sia nel caso Ruby che nella bancarotta della sua agenzia di spettacolo. Ora Lele Mora si reca ogni mattina all’Ortomercato di Milano per raccogliere la frutta lasciata dai grossisti per i meno abbienti così da regalarla all’arcidiocesi ortodossa di Milano. “Porto da mangiare, vestiti, sigarette, aiuti, quello che posso e che riesco a recuperare da aziende che me lo danno gratis. C’è tanta gente generosa” racconta Lele Mora al Corriere.it.

Lele Mora e gli anni d’oro della tv italiana

“Da ragazzino, a Rovigo, volevo farmi frate. Poi ho studiato dalle Angeline. Sono devoto. Alcuni dicono che mi sono dato al Signore dopo i processi. Non è vero” ha aggiunto Lele Mora. Sulla televisione che l’ex agente dei vip ha contribuito a creare e nella quale ha piazzato tantissimi personaggi famosi, ha detto: “Creavo dei sogni. Non avevo solo tronisti o personaggi dei reality, avevo i nomi migliori come Ventura, Ferilli, De Sica, Estrada, Falchi, Cucinotta e Raoul Bova”. Poi aggiunge: “Ogni mossa era da me studiata a tavolino, a parte i grandi numeri uno, che non hanno bisogno di nulla, gli altri erano solo dei burattini manovrati da me [...] Tutti vogliono fare la televisione, tutti vogliono cantare. “Vengo a letto con te o vado a letto con chiunque vuoi, basta che mi fai fare successo. Ti pago, ti dò soldi”, quando mi dicevano questo ho sempre detto ‘avete sbagliato palazzo, andate più avanti che c’è Corona‘”. 

Lele Mora e Fabrizio Corona

Lele Mora è tornato ad essere un uomo di campagna. E su Fabrizio Corona ha confessato: “Una grande amarezza. Mi ha frequentato, ha colto la mia professionalità di tanti anni, il mio lavoro e alla fine ha distrutto tutto. È un bullo che non balla, bello e dannato, ma non mi emoziona più [...] L’ho amato molto e non ho avuto il coraggio di tenerlo nascosto, ma quello che uno fa tra i muri di casa sua è un’altra cosa. Quando lui arrivava a pranzo voleva il suo posto di fianco a me, chi c’era c’era lo faceva alzare. ‘Mi siedo vicino al mio amore’, diceva”. Un rapporto che ha definito “fortemente sentimentale all’inizio”: “Dopo credo che mi abbia usato, mi ha spennato, quando il pollo è rimasto senza penne ha cominciato a fare la sua strada. Gli dicevo di stare attento, ma non l’ha capito perché è malato di soldi, è una macchina da soldi, un genio del male“.