Le condizioni di salute di Lele Mora, recluso in carcere dal mese di giugno con l’accusa di bancarotta, si sono decisamente aggravate.

Gli avvocati del noto agente dello spettacolo, hanno fatto sapere al giudice Elisabetta Meyer – alla quale è stata già sottoposta la richiesta degli arresti domiciliari per il loro assistito – che Mora è oramai ridotto in sedia a rotelle.

Indagato anche per favoreggiamento della prostituzione minorile perché coinvolto, insieme ad Emilio Fede e Nicolle Minetti, nel caso Ruby, Lele Mora sta scontando nell’istituto di reclusione di Opera la condanna per bancarotta, già patteggiata per quattro anni e tre mesi, della Lm Management.

Ma la sua situazione di salute è talmente critica da non essere riuscito neppure a sottoporsi al secondo test somministratogli dal medico Antonio Marigliano, delegato da gip.

È stata disposta una perizia d’ufficio di fronte alle insistenze dei legali di Mora per far ottenere gli arresti domiciliari al proprio assistito.

Ma pare che con l’aggravarsi di Lele Mora, ci siano ulteriori difficoltà a portare avanti la perizia, a detta dell’Avv. Luca Giuliante.

Sulla testa del noto agente di starlette pende un altro capo d’accusa, che è arrivato in appello: il fallimento della sua persona fisica e della compagnia immobiliare Diana.