Lenire Riflessi lascia i Dear Jack, questa è stata la notizia che vi abbiamo dato la scorsa settimana raccontando il post che il gruppo aveva scritto su Facebook comunicando che la loro attività discografica continuava in quattro senza un vero e proprio frontman. Oggi dopo il post dei Dear Jack anche Leiner Riflessi racconta la sua verità, in un’intervista a Sorrisi,  sulla scelta di abbandonare la band nata da Amici di Maria De Filippi. Leiner era subentrato ad Alessio Bernabei, volto leader che aveva lasciato il gruppo per intraprendere la carriera da solista.

La separazione tra la band e Leiner è stata consensuale come lui stesso ha dichiarato: “Sono sereno perché la scelta è stata condivisa dal gruppo e con la casa discografica in assoluta serenità. L’unica cosa che mi ha fatto male è stato leggere i commenti di alcune persone su Facebook che hanno detto che ho ‘sfruttato’ i Dear Jack per un tornaconto personale. Non è mai stato così. L’esperienza fatta in oltre un anno e mezzo con i ragazzi mi ha fatto crescere perché sono stati mesi intensi, sono salito su un treno in corsa ad alta velocità. I Dear Jack sono, questo lo sanno tutti da sempre, una band con cinque teste pensanti e senza un leader. In questo lungo periodo passato con loro ad un certo punto mi sono sentito un po’ indietro. Vedevo i ragazzi molto coesi e io facevo fatica a mettermi al passo. I motivi di questo sentirmi ‘indietro’ sono tanti: forse la differenza di età, forse la distanza geografica visto che non vivo dalle loro parti, forse la mia minore esperienza in questo mondo complicato come la discografia. Stava diventando un problema”.

Leiner, ammette, che non si sentiva a suo agio a cantare il repertorio che fu di Alessio Bernabei: “La mia voce, così com’è da sempre, non si sposava appieno con le canzoni del gruppo, me ne accorgevo giorno dopo giorno cantando il repertorio dei ragazzi. Io ho una stima pazzesca per Alessio Bernabei, uno che può e sa cantare quel repertorio come io non sono in grado di fare. Per questo, con alti e bassi, mi sentivo più a fuoco durante X Factor. C’è proprio un discorso di conformazione della mia gola: la mia voce non poteva avvicinarsi a quel modo di cantare, proprio di Alessio, molto radicato nella band e lontano da me. Anche se ce l’ho messa tutta e ho combattuto per trovare il mio spazio e dare alla band quello di cui aveva bisogno”.

La sua esperienza ai Dear Jack continuerà anche dopo l’abbandono del gruppo infatti ha scritto alcuni brani del loro nuovo disco: “Ho scritto dei brani con loro visto che sono anche autore, eravamo già a una fase più che embrionale del disco: abbiamo incontrato autori e produttori con i quali si sono creati anche dei bei rapporti di amicizia. Ero contento del lavoro fatto. Volevamo un ritorno in grande stile, con un evidente rinnovamento senza però tradire l’identità con cui la band è nata e ha ottenuto il successo. Ad un certo punto una delle idee messe in campo, vedeva la presenza non solo della mia voce, ma anche quella di Lorenzo e Riccardo, da sempre voci coriste del gruppo. Un’idea particolare di band che visivamente non avrebbe avuto un cantante, ma tre. Tutti avrebbero suonato uno strumento, anche io. Questo mi avrebbe visto un po’ più defilato. Sicuramente era un’idea nuova… ma della quale non ero convinto. L’entusiasmo di un’idea, inizialmente da me assecondata, si stava concretizzando e l’avremmo portata in sala di incisione. In quel momento ho sentito in modo chiaro me e la mia visione del Dear Jack messi da parte. Avevo un’idea diversa e l’unica idea che piaceva a tutti gli altri non piaceva a me”.

Nel futuro di Leiner ci sarà ancora la musica forse ritornando alla carriera da solista intrapresa con la partecipazione a X Factor.