La giuria di Los Angeles ha assolto i Led Zeppelin dall’accusa di plagio rivolta alla storica band per la somiglianza tra alcune parti di “Stairway To Heaven”  (1971) e il brano “Taurus”, degli Spirit, inciso nel 1968.

La corte ha affermato che Robert Plant e Jimmy Page, voce e chitarra dei Led Zeppelin, avevano avuto accesso alle canzoni degli Spirit (band losangelina alla quale fecero da supporter in alcuni concerti), ma non ha trovato prove di plagio nell’elaborazione di “Stairway To Heaven”, oggi considerato uno dei capisaldi del rock.

La storica sentenza arriva dopo un lungo dibattimento. L’accusa era stata mossa nel 2014 da Michael Skidmore, amministratore fiduciario di Randy California (cantante e compositore degli Spirit, morto nel 1997). Dopo una controversia giudiziaria durata oltre due anni (e alimentata da decenni di pettegolezzi), il tribunale di Los Angeles si è quindi finalmente espresso, dichiarando all’unanimità che non si é trattato di plagio e respingendo così le accuse nei confronti dei Led Zeppelin.

Determinante si è rivelata la mossa di Peter Anderson, avvocato difensore della band, che ha sostegno dell’originalità di “Stairway to Heaven” ha citato le dichiarazioni del musicologo Lawrence Ferrara, la cui tesi dimostra come la progressione di accordi presente nella prima parte del brano (alla quale veniva principalmente imputata la somiglianza tra i due pezzi), è in realtà in uso da circa 300 anni e riscontrabile in numerosi brani, da alcuni pezzi dei Beatles, alla colonna sonora di Mary Poppins.

A loro volta, Robert Plant e Jimmy Page, che durante il processo hanno ricostruito e reso conto delle circostanze in cui il pezzo ha preso vita, hanno fin dall’inizio sostenuto di non avere mai ascoltato “Taurus” prima di scrivere “Stairway to Heaven”, che quindi è da considerarsi interamente frutto del loro lavoro e ingegno.

Siamo grati del lavoro coscienzioso della giuria e siamo felici che abbia deliberato in nostro favore, mettendo a tacere i dubbi sull’origine di ‘Stairway to heaven’ e confermando ciò che noi già sapevamo da 45 anni” recita il comunicato diffuso da Page e Plant a seguito del verdetto.