In questo articolo vi svelo gli opening-credits, ovvero le sigle più belle delle serie tv!

Cosa fa di una serie tv un cult? La storia, certo, la regia, i protagonisti; ma anche la prima occhiata conta. Di solito la struttura tipo di un telefilm americano vuole il previously, ovvero un piccolo recap della puntata precedente; una piccola introduzione dell’episodio del giorno e, prima dell’avvio vero e proprio della puntata, la sigla.
L’Opening Credits è un’arte vera e propria, nel senso che gli sceneggiatori, dentro, ci mettono quasi una storia, riferimenti, metafore, significati nascosti. Leggerli, a volte, è un vero piacere.
Questa storia non deve solo raccontare chi sono i protagonisti del telefilm, ma lo deve fare per immagini, senza parole: una sigla studiata ad arte è ben diversa, per intenderci, da quella in cui vi fanno vedere tutte le facce degli attori con il loro nome accanto, produzione, regia, reparto tecnico e via.
Oggi vi farò vedere tre delle sigle più belle degli ultimi anni che raccontano una storia – quella del telefilm che devono introdurre – ma che sanno farlo magistralmente.
La prima? E’ senz’altro quella di Mad Men: un uomo (che rappresenta il protagonista, Don Draper) abbozzato e col volto oscurato cade nel vuoto tra palazzi che riproducono immagini degli spot vintage anni ’60 (periodo in cui la serie prende piede). Il significato? Io ci leggo la caduta dell’America nel consumismo più sfrenato, rappresentato dalla pubblicità e dai messaggi futili e vuoti che intende far passare. Accompagnato da una musica struggente e quasi claustrofobica, ci sembra quasi di cadere insieme a Don Draper.
Guardiamola insieme:

Maestri di sigle deliziose, sono senz’altro i Simpson: essendo diverse e innumerevoli come gli episodi della serie di Groenig, ecco il link solo di quella che fa il verso proprio all’opening di Mad Men: un piccolo capolavoro!
Un altro piccolo gioiellino tra le sigle degli show televisivi è quella di True Blood: accompagnate da Bad Things, una canzone che più la ascolti e più ti fa venire voglia di lasciarti andare alle “cose cattive” e di qualunque genere di cui parla il testo, le immagini di una società antica, ancorata a tradizioni strane, ancestrali come quelle dell’America del Sud (la serie è ambientata, non a caso, in Louisiana) scorrono sullo schermo in modo sincopato: c’è del sangue che esce da un topo, una ragazza in una tavola calda vecchio stile, e poi ancora un battesimo. Vecchie tradizioni che fanno capo a una società chiusa e conformista, stretta nella morsa di un passato (lo schiavismo, ad esempio, e il razzismo) che non la abbandona. Cosa c’entrano i vampiri in tutto questo? C’entrano, eccome: la metafora dei diversi che vengono allo scoperto e devono essere accettati dalla società dei normali, tema principale dello show della HBO, mi sembra più che rappresentato da una sigla del genere. Guardiamola (e balliamola) insieme:

Tra le mie preferite, infine, spicca quella di Game of Thrones: bellissima, a livello visivo, la costruzione dei regni ideati dalla fervida immaginazione di Martin (qui vi parlo dei prossimi episodi della terza stagione, a proposito!) che ruotano come ingranaggi e sorgono al suono di una musica epica e struggente.
Eccola:

Anche di GoT i Simpson hanno creato una sigla-parodia: eccola in basso!