Domenica 28 febbraio in prima serata nello studio de Le Iene Show si ricompone lo storico trio formato da Simona Ventura, Fabio Volo e Andrea Pellizzari, che esordì al timone del programma di Italia 1 nel 1998 e che si alternerà alla classica conduzione domenicale di Fabio Volo, Geppi Cucciari e Miriam Leone.

Simona Ventura, conduttrice anche della prima edizione del programma, partito il 22 settembre 1997, sul suo ritorno alle Iene con Volo e Pellizzari afferma: “Dopo 18 anni guarderò i miei compagni e dirò…che vecchi!”. Sulla réunion Fabio Volo aggiunge: “Sono molto contento ed emozionato di rivedere il gruppo unito. Per me, praticamente, tutto è nato in quei giorni con le Iene con Andrea e Simona. Sempre bello ritrovare persone con cui hai condiviso momenti speciali”. Mentre Andrea Pellizzari commenta: “Chi avrebbe mai immaginato dopo 18 anni da quella prima volta di tornare nello studio delle Iene con Simona e Fabio? Sono felice ed emozionato di indossare nuovamente l’abito da Iena. Spero solo di riuscire ad entrarci ancora”.

Tra i servizi in onda nella puntata di domani si parlerà de “L’epidemia del virus Zika” che, secondo quanto dichiarato dal capo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Margaret Chan, in una recente visita in Brasile, il paese più colpito dai contagi “potrebbe peggiorare prima di iniziare a migliorare”. È proprio da Rio, che parte il reportage della Iena Cizco sull’emergenza che preoccupa l’America Latina e il mondo intero. Uno degli aspetti più allarmanti è la possibile correlazione tra bambini nati affetti da microcefalia e donne in stato di gravidanza colpite dalla Zika. Le autorità brasiliane hanno segnalato, infatti, almeno 4.000 casi sospetti di microcefalia nei bambini venuti al mondo negli ultimi mesi. Di questi, sembrerebbe che ben 3.000 siano stati rilevati nella città di Recife.

Verrà anche trasmessa un’inchiesta di Nadia Toffa che torna ad occuparsi della Ferriera di Trieste, un impianto siderurgico, sito vicino al centro storico, accusato da molti di aver emesso fumi tossici sull’intera città per oltre un secolo. Gli abitanti dei quartieri circostanti, intervistati dalla Iena nei precedenti servizi, avevano mostrato come ogni giorno fossero costretti a raccogliere sui loro balconi e quindi a respirare un’innumerevole quantità di polveri nere. A confermare che la situazione fosse fuori controllo i valori registrati dalla centralina dell’Arpa, che monitora la qualità dell’aria. Secondo la legge italiana si parla di “sforamento” quando vengono superati i 50 Pm10, cioè le micro polveri inquinanti presenti nell’aria, limite che può essere oltrepassare solo per 35 giorni all’anno. Il 2015 a Trieste si è chiuso con 140 giorni di sforamenti, quattro volte il limite consentito. Lo scorso agosto inoltre l’Asl ha scritto che «la rilevante diffusione di polveri dallo stabilimento (…) comporta un’importante problema di salute della popolazione». L’ultima volta che Nadia Toffa si è recata a Trieste è stato lo scorso novembre. È cambiato qualcosa in questi mesi?

Infine Giulio Golia si recherà nel comune agrigentino di Comitini, dove lavorano 67 dipendenti comunali per 950 anime. Caso eccezionale quello del paesino siciliano, che annovera quasi un dipendente comunale su 10; un valore molto distante dalla media italiana, che invece si aggira intorno ai sette impiegati pubblici su 1.000 abitanti. La situazione in cui versa il borgo da ormai 25 anni è recentemente balzata agli onori della cronaca, perché da mesi gli addetti comunali non ricevono gli stipendi a causa del fatto che il consiglio, composto in prevalenza da persone imparentate tra loro, non ha ancora trovato un accordo sul bilancio. L’inviato intervista alcuni dipendenti del micro comune e raggiunge il sindaco Felice Raneri per chiedere spiegazioni in merito.