Durante la puntata di ieri de “Le Iene“, è andato in onda un servizio di Matteo Viviani che ha voluto indagare con un’inchiesta accurata il tragico fenomeno della “Blue Whale“. Si tratta di una sorta di sfida macabra  che coinvolge i ragazzini dai nove ai diciassette anni portandoli al suicidio.

Il gioco parte dalla Russia e letteralmente prende il nome di “Balena Azzurra” rifacendosi all’abitudine di questo esemplare che, quando decide di morire, si arena sulla spiaggia. Nel servizio Viviani, parlando con i genitori di alcune vittime, sviscera il modo in cui si sviluppa il gioco: i ragazzini, aderendo a specifici gruppi sui social network, vengono contattati da alcuni organizzatori che li costringono a seguire 50 sfide sempre più estreme per 50 giorni consecutivi. La regola finale, da compiere nell’ultimo giorno, è quella di suicidarsi da un palazzo altissimo mentre si è filmati da altre persone. Si tratta, quindi, di vere e proprie strategie di manipolazione della mente che un gruppo di criminali senza scrupolo sfrutta per soggiogare minorenni e portarli alla morte. In Russia si contano ben 157 casi di suicidio legati alla “Blue Whale”, ma il fenomeno sta prendendo piede anche in altre parti del mondo tra cui Canada, Francia e Gran Bretagna. Intanto le indagini circa i suicidi procedono, anche se scovare l’identità delle menti perverse a capo di tale gioco risulta complicatissimo in quanto si tratta di un’organizzazione che lavora sul web con profili falsi. Per adesso è stato arrestato solo un ragazzo ventiduenne russo, studente di psicologia, colpevole di aver istigato la morte di quindici ragazzine, ma le ricerche continuano senza sosta.