Il curatore del programma Le Iene di Italia Uno che per primo si è occupato del caso Stamina dando molto spazio alle storie e strizzando l’occhio alla ricerca di Vannoni non vuole far passare la sua trasmissione come la causa del problema e dice ammette: “La nostra unica colpa è esserci appassionati a storie di gravi malattie”

Ecco una parte della lettera inviata da Davide Partenti, curatore delle Iene, a “La Stampa” dove spiega la sua posizione e quella della redazione delle Iene, in onda questa sera su Italia Uno.

Caro Direttore,

sul caso Stamina, da ieri, da una piccola parte del mondo scientifico italiano, da tre scienziati, è finalmente arrivata un’inconfutabile certezza: è tutta colpa delle Iene. Da intimidire, processare e condannare, mandare al rogo, e a cui togliere, con buona pace delle regole dello Stato di Diritto, qualsiasi libertà di stampa (…)
Esiste un eccellente ospedale pubblico dove le istituzioni pubblcihe competenti (la dirigenza dell’Ospedale di Brescia, la Regione Lombardia, l’Agenzia del Farmaco, il ministero della Salute) hanno deciso e, sapendolo, non hanno impedito, che entrasse il tanto discusso metodo Stamina, del già pluriindagato Davide Vannoni? Non c’è dubbio è proprio andata così, ma, sorvoliamo, comunque è tutta colpa delle Iene (…)
Detto ciò non vogliamo sfuggire alla responsabilità che abbiamo verso il nostro pubblico, e quindi diciamo che se uno solo dei nostri spettatori si è convinto che il Metodo Stamina funzioni scientificamente – o che secondo noi funzioni – gli chiediamo scusa, perché non è questa la nostra convinzione. E non è quello che volevamo raccontare, né lasciare intendere. Ribadiamo la nostra idea di questa storia: le famiglie che abbiamo seguito nei mesi ci raccontano che i loro figli stanno meglio e lo confermano alcuni medici che li hanno visitati prima, durante e dopo le infusioni. Anche se questa cosa da un punto di vista rigorosamente scientifico non vuol dire nulla, è una cosa che merita un approfondimento e una risposta chiara e credibile (…)

Sul sito de “La Stampa” l’articolo integrale.