Siamo abituati a pensare al Belgio come un paese ordinato e opulento lontano da criminalità e degrado sociale, ma Le Ardenne ci sbatte in un quartieraccio di Anversa per raccontarci la storia di due fratelli divisi da una donna. Kenny era fidanzato con Sylvie prima di quella maledetta rapina messa a segno anche con il fratello Dave. Passano quattro anni, di galera per Kenny, perché fu beccato, e di nuova vita per suo fratello, che intanto ha cambiato vita grazie alla relazione con Sylvie. Riusciranno a trovare modi e tempi giusti per dirglielo?

La sceneggiatura era in origine una piéce teatrale scritta da Jeroen Percival, che firma anche lo script cinematografico insieme al regista Robin Pront e interpreta Dave. “Inizialmente non era mia intenzione trarre un film dal teatro”. Ha dichiarato l’autore/attore. “Era la prima volta che scrivevo per il teatro e non ero certo che ciò che potesse piacere, ma la storia e i dialoghi sembravano toccare corde profonde del pubblico. Sia amici che gente che non conoscevo, mi dicevano esserci i requisiti per farne un film”. Poi sulla scelta del regista: “Un giorno Robin, con cui avevo lavorato come attore per il suo cortometraggio Plan B, affascinato dalla storia mi ha chiesto se poteva dirigerla lui. Aveva vinto l’International Short Film Festival di Leuven quando era studente, così mi è sembrato il regista ideale. Ha grande capacità visiva e familiarità con il tipo di  personaggi che sono rappresentati nella storia”.

Percival non sbagliava, perché in mano a Pront quella storia è divenuta una discesa tesissima e dolente negli inferi della microcriminalità. Al centro una famiglia a pezzi di uomini che vorrebbero vivere la propria vita, ma il seme incontrollabile della distruzione di ogni regola mina ogni momento della storia. La madre dei due e la donna contesa cercano di placare gli istinti di autodistruzione di Kenny, e neanche in fratello in via di redenzione non riuscirà a evitare il precipitare degli eventi. Le immagini sono spietate e precise come colpi di scure. I colori inacidiscono i panorami delle Ardenne, monti cari all’infanzia dei due fratelli, plasmandoli in boschi sospesi tra ricordi dolci ma passati e nuova cruda realtà.

Le relazioni tra i personaggi sono chiarissime eppure sempre in bilico. Anche la fiorente Europa Centrale ha  i suoi lati oscuri, e Pront li evidenzia con toni estremamente realistici, senza concedere nulla a trovate estetiche o spettacolari che fuggano dal reale. Resta con i piedi fissi a terra, nel fango in certe scene, e tesse una piccola catena di bugie e non detti che lo spettatore osserva senza segreti, o quasi. Nessuna prevedibilità, musiche tecno e una virata verso l’exploitation alzano il film a livelli altissimi. Kevin Janssen presta grugno e nervosismo a Kenny. Il suo avanzo di galera è frutto di un lavoro attoriale imponente, sembra un vulcano che trattenutosi per anni dovrà eruttare. Per l’Italia lo doppia Christian Iansante, veterano esperto in ruoli insieme potenti e borderline. Felice conferma anche Veerle Baetens, spalmata di disperazione e determinazione verso una vita semplice e familiare, “noiosa”, come dirà la sua Sylvie. Dopo Alabama Monroe l’abbiamo vista in sella alla seconda candidatura all’Oscar come Miglior film straniero. Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore deve aver stregato l’Academy Award in sede di candidatura, lo fa anche con lo spettatore a caccia di emozioni forti. Purtroppo non ha vinto la Stautetta, ma sicuramente si attesterà come cult dell’estate qui in Italia. I diritti per il remake sono stati venduti all’americana The Firm di Los Angeles, perciò prima di quella a stelle e strisce, comunque verrà fuori, è questa la versione indimenticabile.