Cosa accadrebbe se fosse possibile riportare in vita i morti? The Lazarus Effect, il nuovo film horror firmato dalla regia di David Gelb, distribuito da Notorious Pictures ed in uscita nelle sale il prossimo 21 maggio, parlerà proprio della cosiddetta “Sindrome di Lazzaro”, un fenomeno a dir poco rarissimo verificatosi solo 36 volte dal 380 a.C.. Prodotto dalla Blumhouse/Mosaic production, il diretto da David Gelb vede come protagonisti Mark Duplass, la strepitosa Olivia Wilde, Donald Glover, Evan Peters e Sarah Bolger. Il cast di The Lazarus Effect porterà sul grande schermo una storia terrificante costruita grazie alla sceneggiatura di Luke Dawson e Jeremy Slater.

La sinossi di The Lazarus Effect

Un gruppo di ricercatori capeggiati da Frank e Zoe fanno un’incredibile scoperta: trovano il modo di riportare in vita i defunti. Dopo aver completato con successo, ma senza autorizzazione, un esperimento su un animale appena morto, il rettore della loro Università viene a sapere dei loro esperimenti sotterranei, il progetto viene improvvisamente sospeso. Tutto il team decide comunque di riprodurre il loro esperimento ma, a causa di un incidente, Zoe, viene orribilmente uccisa. Frank, pervaso dal terrore e dal dolore, li convince a fare qualcosa di impensabile: tentare di resuscitare la loro prima cavia umana. Inizialmente, la procedura si rivela un successo, ma la squadra presto si rende conto che qualcosa non va in Zoe. L’utilizzo su un essere umano porterà a pericolosi e inimmaginabili conseguenze per tutti. Ecco il trailer ufficiale di The Lazarus Effect.

I protagonisti di The Lazarus Effect

The Lazarus Effect rappresenta a tutti gli effetti il prototipo di film horror, caratterizzato, però anche da elementi tipici del genere thriller medico e di fantascienza. Gelb ha dato tutto se stesso avvalendosi di un abile cast che vede protagonisti Mark Duplass e Olivia Wilde e addentrandosi negli ossessivi e agghiaccianti dubbi suscitati dalla prospettiva di manipolare la più ignota delle realtà umane: la morte. Ogni elemento della storia si mescola e spinge i personaggi  verso i loro limiti personali. La grande capacità di Gelb è stata quella di creare un gruppo di scienziati, apparentemente eclettico e divertente, che nel corso del lungometraggio cambieranno le loro prospettive e si mostreranno con tutte le loro paure e i loro timori. Ogni personaggio ha le sue caratteristiche peculiari: Frank, l’energico e risoluto leader del laboratorio, Zoe, la sua attenta fidanzata che, vittima di un terribile incidente si trasformerà nella creatura che Frank non avrebbe mai potuto immaginare, Niko, il classico ragazzo appassionato di tecnologia e genio dei computer, Clay, il fumatore incallito di marijuana, e Ava, colei che con la sua videocamera riprenderà l’evento che cambierà per sempre la vita di tutti i protagonisti di The Lazarus Effect. Gelb afferma che, all’inizio della vicenda il pubblico si sentirà a tutti gli effetti parte della squadra di ricercatori, i protagonisti per cui chiunque tiferebbe e a cui tutto il pubblico darebbe l’incoraggiamento necessario per avere successo nell’impresa scientifica, ma non appena le cose iniziano a svelarsi le divisioni fra loro si fanno più intense.

Alcune curiosità su The Lazarus Effect

The Lazarus Effect prende vita interamente all’interno del laboratorio dove avviene il Progetto “Lazarus”, malgrado vada oltre il mondo mortale. Per i produttori, Jason Blum, Jimmy Miller e Cody Zwieg, è stato molto stimolante lavorare interamente agli effetti sonori con pochi ed essenziali set allestiti con cura. Il produttore Matt Kaplan sostiene che trovarsi nel laboratorio permette di viaggiare nella mente della protagonista Zoe e di conoscere i suoi veri incubi. In un certo senso il laboratorio stravolge la stessa funzione di una casa infestata dai fantasmi, la classica ambientazione da film horror piena di sorprese in cui si rimane intrappolati dovendo fare i conti con le proprie paure e i propri limiti. Il regista David Gelb ha inoltre voluto utilizzare tutti i tipi di effetti, da quelli digitali a quelli più realistici e “pratici”, in modo da far sembrare tutto molto naturale. La sua intenzione era quella di non dar modo al pubblico di notare né gli effetti concreti, né quelli prodotti dalla grafica computerizzata. Anche la scenografia, le luci e il make-up hanno giocato un ruolo fondamentale nella buona riuscita di “The Lazarus Effect“: le condizioni fisiche di Zoe, per esempio, peggiorano durante tutto il corso del film e, di conseguenza, anche il suo trucco e il suo aspetto fisico iniziano a mutare in modo graduale e costante, caratteristica che, grazie ai professionisti di cui Gelb si è circondato, è stato possibile portare sul grande schermo senza far trasparire all’occhio dello spettatore qualsiasi tipo di artificiosità o manipolazione.

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