Cosa ci fa Toni Servillo con una pistola puntata alla testa da Luca Marinelli? Viene da chiederselo guardando una delle foto estratte da Lasciati andare, il nuovo film di Francesco Amato. In uscita il 13 aprile sarà la commedia pasquale, e proprio in questa veste, si appresta ad essere anche uno dei titoli di punta per il fine settimana cinematografico più caldo di primavera. Di sorprese ne porta tante e tutte vincenti. La prima è che il protagonista, Servillo, veste il ruolo dello psicanalista ebreo e separato dalla moglie Carla Signoris. Le sedute con i pazienti stratificano i problemi degli altri ma sedimentano la vita di Elia in un’esistenza statica e senza particolari emozioni. Viste le analisi sballate e una forma fisica in caduta libera gli sarà prescritta dal medico una costante attività sportiva da affiancare all’odiatissima dieta. Irrompe così a ritmo di zumba la personal trainer Claudia, al secolo Veronica Echegui.

Il nuovo volto cinematografico di Servillo ha ancora la saggezza sarcastica del vecchio Gep Gambardella, ma meno cattiveria. Si aggiungano le debolezze di un uomo che ha superato la mezza età e si chiude nel suo piccolo mondo evitando i pettegolezzi della comunità del ghetto intorno a lui. La protagonista spagnola è un peperino che si agita invadendo e colorando la vita di Elia con i suoi problemi. Personaggio mosso da una scrittura piena di meccanismi a intreccio ben oliati. Si ride con freddure alla Woody Allen alla romana, vista anche l’ambientazione ebraica, non usuale nella nostra commedia come in quella americana. Pur immersi in una Roma benestante da lungotevere e Teatro Marcello non si affonda nel dialettale o nello sguaiato. Anzi, l’ironia è sempre in punta di fioretto e ogni battuta è intelligente e verosimile. I temi affrontati sono l’età più matura, le relazioni post matrimoniali, l’amicizia tra uomo e donna e la sveglia che suona per ritrovare sé stessi e una possibile serenità nelle relazioni con i figli.

Il lavoro di Amato acquista valore aggiunto grazie alle presenze di caratteristi con forte piglio brillante, quando non comico. Abbiamo un severo Giacomo Poretti, ma senza il resto del trio Aldo e Giovanni, Pietro Sermonti, stavolta lampadato proprietario di palestra e playboy a tempo perso, Antonio Petrocelli, il medico e volto classico della commedia nostrana dagli anni ottanta, Carlo De Ruggeri, caratterista prezioso sempre più presente dove regna il buonumore, e qui inguaribile paziente fobico. E ovviamente l’esplosivo Marinelli, di cui sarà meglio non anticipare nulla.