Il mare, la sabbia, la gioventù. Tutti temi che evocano sentimenti positivi e spensieratezza vengono virati in negativo in Land of mine, ultimo film del regista Martin Zandvliet che fa luce su un episodio oscuro avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale, cioè l’impiego forzato di giovanissimi soldati tedeschi, fatti prigionieri dall’esercito danese, in pericolosissime operazioni di sminamento sulle coste della Danimarca.

Senza alcuna esperienza in operazioni così complesse, i tedeschi, tutti ragazzi tra i 15 e 18 anni di età, furono chiamati a disinnescare più di due milioni di mine collocate proprio dallo stesso esercito del Führer. Si stima che circa 2.600 uomini furono costretti a quel lavoro, in totale violazione della Convenzione del 1929, relativa al trattamento dei prigionieri di guerra, e la metà di queste persone morirono o rimasero gravemente ferite nelle operazioni di disinnesco delle mine antiuomo.

Il film di Zandvliet restringe il suo sguardo su un gruppo ristretto di giovanissimi soldati tedeschi comandati da un sergente danese inflessibile e dispotico, interpretato dal bravissimo Roland Møller, descrivendone nel dettaglio il breve e traumatico addestramento e il lavoro quotidiano di disinnesco delle mine, analizzando con grande profondità la psicologia di questi ragazzi che si trovano ad affrontare una realtà sempre in bilico tra la vita e la morte.

Anche se nel film sono presenti degli (inevitabili) cliché tipici dei war movies, la pellicola spicca per almeno tre motivi: il primo è la tematica, in pochi conoscono questa pagina buia e crudele della storia della Danimarca, il secondo è la presentazione dei tedeschi come vittime e non carnefici, il terzo è la freschezza della recitazione di tutto il cast, gli attori riescono infatti a dare corpo ai propri personaggi con grande spontaneità e profondità regalando momenti di autentica commozione. Struggente ad esempio la scena in cui uno dei giovani soldati, orribilmente mutilato da una mina, chiama disperato la mamma, un’immagine molto lontana da tanta retorica militaristica esibita nei film di guerra hollywoodiani.

Molto bella è anche la descrizione del rapporto carnefice/vittima che si instaura tra il sergente Rasmussen (Roland Møller) e il giovane prigioniero Sebastian Schumann (Louis Hofmann), un rapporto che (senza spoilerare) saprà trasformarsi durante tutto l’arco in qualcosa di molto stretto e profondo.

Land of mine uscirà in Italia giovedì 24 marzo e non possiamo che consigliarne la visione andando alla prima, infatti tutto l’incasso verrà devoluto ad Amnesty International per aiutare le vittime delle mine anti-uomo.