La ex di Lamberto Sposini Sabina Donadio ha rilasciato la sua prima intervista dopo l’emorragia cerebrale che ha colpito il giornalista e conduttore televisivo. Il drammatico episodio era avvenuto il 29 aprile del 2011 e lo aveva portato a un passo dalla morte.

Adesso le condizioni di Lamberto Sposini sono stazionarie e si ritrova nel complesso percorso di riabilitazione, cominciato al risveglio dal coma farmacologico, avvenuto due mesi dopo che era stato colpito dall’emorragia cerebrale.

Intervistata da Vanity Fair la sua ex compagna, nonché madre di sua figlia Matilde, è tornata a parlare, dopo un lungo silenzio tenuto per preservare la bambina. Adesso Matilde ha quasi 13 anni e Sabina Donadio, che oggi ha un negozio come fioraia, ha deciso che era arrivato il momento per un incontro con la stampa.

L’ex di Lamberto Sposini ha parlato a Vanity Fair del difficile momento in cui ha dovuto spiegare alla figlia che il padre si trovava in coma: “Lei mi chiese: ‘Che cosa vuol dire coma? Che papà non si risveglia più? Che muore?’. Come risponde, una madre? Ovviamente cercai di tranquillizzarla, le dissi che sarebbe andato tutto bene. E siccome Lamberto era un personaggio noto, quella notte scrissi la lettera, per dare un messaggio pubblico di speranza, e anche per rassicurare ulteriormente Matilde. Oggi mi rendo conto che la mia fu incoscienza, la speranza folle di restituire a mia figlia suo padre. E a chi si trova a vivere quello che abbiamo vissuto noi voglio dire che il cammino è difficile – molto più difficile di quanto allora pensassi – ma che alla fine Lamberto si è svegliato davvero, anche se oggi è quello che io chiamo ‘un papà ammaccato’”. La Donadio fa riferimento a una lettera da lei scritta e pubblicata sempre su Vanity Fair l’11 maggio 2011.

L’ex compagna di Lamberto Sposini ha poi spiegato quali sono le sue condizioni attuali: “Lamberto è lucidissimo, ma non parla. Un grumo di sangue del diametro di sette centimetri ha premuto quattro ore sull’area del linguaggio. Conseguenza: lui capisce tutto ed è in grado di legare, nella sua testa, il significato alla parola, però la parola non esce. Né a voce – dalla bocca viene fuori solo un suono – né in scrittura. Tecnicamente si chiama afasia. Fortunatamente ha una mimica facciale notevole: con gli occhi esprime tutto”.

Sabina Donadio racconta poi di come Lamberto Sposini sia ora rimasto solo: “Quasi totalmente. Lamberto è solo. Un po’ è anche colpa sua: era orso, poco disponibile, non si è mai dedicato a coltivare i rapporti, a cominciare da quello con la prima figlia. I pochi amici che aveva, poi, con la malattia sono scomparsi. E in generale del suo mondo – il giornalismo, la tv – non si è fatto vivo quasi nessuno dopo il primo periodo. Chi continua a scrivergli, e a seguirlo su Instagram, sono le persone normali. Il suo pubblico.”.