La perdita improvvisa di un padre, apre le porte di un segreto alla piccola Simone, di otto anni.

La madre Dawn le svela che lo scomparso le sussurra attraverso le foglie del grande albero che si erge di fronte la loro casa.

La bimba allora si convince che il padre sia rimasto per proteggere la sua famiglia. E con il tempo non solo la piccola Simone, ma anche i suoi tre fratelli, insieme alla mamma, trovano conforto nella presenza rassicurante dell’albero.

Ma un giorno compare George, l’uomo che Dawn ha iniziato a frequentare, e tutto cambia. Simone si trasferisce nella capanna costruita sopra l’albero e non intende più scendere.

L’albero è con lei. Le sue radici arrivano a minare le fondamenta di casa e i suoi rami a trapassarla.

Dal libro “L’albero” (Bompiani) di Judy Pascoe, l’opera seconda di Julie Bertuccelli , dopo “Da quando Otar è partito”, con una strepitosa Charlotte Gainsbourg nel ruolo della madre Dawn.

Un film suggestivo, completamente girato in Australia, che affronta il delicato tema della perdita e della immaginazione come fuga consolatoria.

Da un libro scritto dal punto di vista di una bambina, un film per adulti, girato splendidamente con poesia e umorismo, che, pur essendo profondamente radicato nella concretezza terrena del realismo, si diverte a giocare con le fantasiose possibilità di un mondo sovrannaturale. Nelle sale dall’8 luglio.