Dopo il successo dell’album “Frammenti”, i Lain, gruppo casertano conosciuto soprattutto per il singolo “Aria (Il senso)”, scritto in collaborazione con Enrico “Kikko” Palmosi, arrangiatore e coautore dei brani dei Modà, Emma Marrone, Tony Maiello ed altri artisti di livello nazionale, tornano con “Occhi Chiusi“. Preludio del nuovo album in uscita nell’estate 2015, “Occhi Chiusi” vi racconta la fine di un amore. Ascoltatela in anteprima nel video ufficiale qui sotto e leggete la nostra intervista alla band.

Lain, parlateci un po’ di voi: come vi siete conosciuti, come è nato il vostro gruppo e soprattutto come sono stati i primi approcci con il mondo discografico.

La band nasce nel 2008 da un’idea di Alex e Massimo: scrivere inediti ispirandosi al rock americano moderno, ma con testi in italiano. La svolta avviene nel 2012, quando con la nuova line-up (Alfonso, Eugenio e Luigi) prepariamo una demo che mandiamo ad un po’ di addetti ai lavori. In particolare Enrico Kikko Palmosi (arrangiatore dei Modà, di Emma Marrone, Annalisa e tanti altri) resta colpito dal nostro lavoro e insieme collaboriamo allo sviluppo di alcuni singoli, prodotti dalla RAT e diffusi su parecchie radio italiane”.

Mi sembrate molto legati alla vostra città, Caserta, e avete anche coinvolto vostri giovani concittadini alla produzione di un videoclip, quanto sono importanti per voi le vostre origini?

In effetti siamo legati alla nostra terra e la portiamo nel cuore, con orgoglio, ogni volta che ci esibiamo nel resto d’Italia. Abbiamo ricevuto un grande supporto da questa città e i giovani sono sempre contenti di partecipare ai nostri videoclip ed eventi”.

Il vostro nuovo singolo, “Occhi chiusi” (qui sotto potete vedere il video ufficiale), parla della fine di una storia d’amore importante, della difficoltà di mettere un punto al passato e della rabbia che ne deriva. Chi è l’autore del brano? Come è nata la canzone?

L’autore è Alex, che come sempre racconta le sue esperienze personali in musica. La canzone nasce da un suo sfogo personale. Come dice Stephen King, si scrive per esorcizzare i propri demoni, per sopravvivere ad essi”.

Qual è il vostro approccio ad una nuova avventura musicale? Come riuscite a far vostro un nuovo pezzo?

Il momento dell’arrangiamento alla Lain House è sicuramente quello in cui una canzone nata da un singolo autore finisce per appartenere a tutti e cinque i Lain. Essendo molto uniti, le emozioni di uno finiscono per influenzare anche gli altri. Questa empatia ci permette di arrangiare il brano con il giusto ‘mood’”.

“Occhi chiusi” è anche il preludio di un album che uscirà nel 2015, ci sapete già dare qualche anticipazione sul carattere di questo nuovo lavoro?

I brani  del nuovo album manterranno l’impronta pop/rock melodica che contraddistingue il nostro lavoro precedente (Frammenti). Questa volta, ad affiancare gli strumenti analogici, ci saranno alcuni synth con i quali stiamo sperimentando un nuovo tipo di sonorità”.

Che ne pensate dei talent show, vi è mai passata per la testa l’idea di parteciparvi?

Non riteniamo che possano essere adatti a noi, in quanto la nostra immagine è fortemente di band. Attualmente i talent esaltano le doti vocali di artisti singoli, laddove noi desideriamo affermarci come gruppo“.