Uscirà il 28 gennaio L’abbiamo fatta grossa, l’ultima commedia firmata da Carlo Verdone che per la prima volta lo vede in coppia con un altro re della risata italiana, nonché più che discreto attore drammatico, ovvero Antonio Albanese.

Come ha dichiarato il celebre regista-attore romano, che recentemente ha compiuto 65 anni e che ha partecipato a un grande successo come La grande bellezza, il film rappresenta un momento di pausa dalla sua acuta vena di osservatore della realtà italiana, che aveva segnato anche il suo ultimo lavoro, Sotto una buona stella.

Verdone ha così dichiarato: “Sentivo il bisogno di staccarmi dal problema sociale (almeno in parte) e di dare più spazio alla fantasia, partendo dalle figure dei due protagonisti: un investigatore privato senza lavoro, ridotto a recuperare gatti e cani smarriti, e un attore teatrale che, divorato dal panico per l’abbandono della moglie, dimentica le battute in scena. L’incontro tra i due, inevitabilmente, diventa scontro ed ognuno metterà in grossa difficoltà l’altro”.

L’abbiamo fatta grossa racconta infatti dell’incontro tra l’attore teatrale Yuri Pelagatti, interpretato da Antonio Albanese, e il detective Arturo Merlino, che ha le fattezze di Verdone: il primo chiede l’aiuto del secondo in quanto dopo la separazione della moglie non riesce a lavorare serenamente, e per questo cerca in tutti i modi di ottenere le prove dell’infedeltà della ex. Peccato però che Merlino sia un investigatore improvvisato e al momento più che squattrinato. I due si metteranno nei guai quando troveranno una valigia piena di soldi, sulle cui tracce ci sono molte persone.

Antonio Albanese si è detto molto soddisfatto della collaborazione con Verdone, che ha definito un regista “molto interessante dal punto di vista strettamente comico, lo spazio per poter interagire fisicamente è stato nobilitato dalla sua esperienza e dal grande rispetto che lui ha sempre nutrito per la commedia.”

Verdone invece ha affermato di aver voluto lavorare con Albanese perché colpito dal suo eclettismo e dalle sue capacità, quasi opposte alle caratteristiche tradizionali dei personaggi del regista: “Avevo voglia di lavorare con lui perché è un attore che mi ha sempre sorpreso sia nel film serio che in quello comico. Avendo lui un carattere molto forte, pensavo fosse l’ideale per me che ho sempre bisogno di esser messo in difficoltà dalla controparte per dare il meglio”.

Ma per quanto frutto sopratutto di fantasia, L’abbiamo fatta grossa nasconde in ogni caso osservazioni di carattere sociale, come ha tenuto a puntualizzare il cineasta, che oggi ha ricordato commosso la scomparsa di David Bowie: “Il pubblico forse apprezzerà l’idea che, nonostante i tanti anni di attività , l’interesse nell’osservare la società che cambia non è mai venuto meno. E aggiungerei che anche in un film di assoluta fantasia, una critica sociale o di costume è possibile. Anzi, va fatta. Altrimenti la commedia resta fine a sé stessa.”